{"id":14485,"date":"2020-05-06T16:41:03","date_gmt":"2020-05-06T15:41:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=14485"},"modified":"2024-11-12T09:42:34","modified_gmt":"2024-11-12T08:42:34","slug":"covid-19-e-trattamento-dei-dati-nel-rapporto-di-lavoro-i-chiarimenti-del-garante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/covid-19-e-trattamento-dei-dati-nel-rapporto-di-lavoro-i-chiarimenti-del-garante\/","title":{"rendered":"COVID-19 E TRATTAMENTO DEI DATI NEL RAPPORTO DI LAVORO: I CHIARIMENTI DEL GARANTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso le <a href=\"https:\/\/www.garanteprivacy.it\/temi\/coronavirus\/faq\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">FAQ<\/a> pubblicate il 4 maggio scorso, il Garante Privacy ha nuovamente affrontato il tema del<strong> trattamento dei dati nell\u2019ambito dell\u2019emergenza sanitaria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a chiarire alcuni aspetti relativi al trattamento nel contesto scolastico, delle sperimentazioni cliniche e delle ricerche mediche, in ambito sanitario e da parte degli enti locali, il Garante \u00e8 tornato a pronunciarsi sul <strong>trattamento dei dati nel contesto lavorativo,<\/strong> di cui qui ci occupiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Rilevazione della temperatura <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ormai ben noto che il \u201c<em>Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro tra Governo e parti sociali<\/em>\u201d dispone, per il settore privato, l\u2019attuazione di misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus, tra cui la rilevazione in tempo reale della temperatura corporea per l\u2019accesso ai luoghi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 indicato nel nostro <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/privacy-e-covid-19-laccesso-dei-lavoratori-ai-locali-aziendali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">articolo del 19 marzo,<\/a> la <strong>rilevazione della temperatura<\/strong>, quando \u00e8 associata all\u2019identit\u00e0 dell\u2019interessato, costituisce un <strong>trattamento di dati personali<\/strong> e richiede, quindi, l\u2019adozione degli accorgimenti e delle misure di sicurezza previsti dal Regolamento (UE) n. 2016\/679.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Garante, al riguardo, conferma che non \u00e8 ammessa la registrazione del dato relativo alla temperatura corporea; nel rispetto del principio di \u201cminimizzazione\u201d \u00e8 consentita la <strong>registrazione della sola circostanza del superamento della soglia<\/strong>, quando ci\u00f2 sia necessario a <strong>documentare<\/strong> le ragioni che hanno impedito l\u2019accesso al luogo di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle FAQ viene anche precisato che nel caso di rilevazione della temperatura corporea a <strong>clienti<\/strong> (ad esempio, nell\u2019ambito della grande distribuzione) o <strong>visitatori occasionali<\/strong>, anche qualora la temperatura risulti superiore alla soglia di riferimento, <strong>non \u00e8, di\u00a0regola, necessario registrare il dato<\/strong> relativo al motivo del diniego di accesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Altre misure di prevenzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le misure di prevenzione previste dal Protocollo vi \u00e8 la <strong>preclusione dell\u2019accesso in azienda<\/strong> a chi, negli ultimi 14 giorni:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>abbia avuto <strong>contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19<\/strong> o<\/li>\n<li>provenga da <strong>zone a rischio<\/strong> secondo le indicazioni dell\u2019OMS.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto il Garante conferma che nel caso si richieda il rilascio di una dichiarazione che attesti tali circostanze, dovranno essere raccolti solo i <strong>dati necessari, adeguati e pertinenti<\/strong> rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19, astenendosi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva, alle specifiche localit\u00e0 visitate o altri dettagli relativi alla sfera privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I trattamenti di dati che coinvolgono il medico competente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Protocollo, in materia di sorveglianza sanitaria, prevede \u2013 tra l\u2019altro \u2013 che il medico competente:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>collabori con il datore di lavoro e le RLS\/RLST nell\u2019integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19;<\/li>\n<li>segnali all\u2019azienda \u201c<em>situazioni di particolare fragilit\u00e0 e patologie attuali o pregresse dei dipendenti<\/em>\u201d e l\u2019azienda provveda alla loro tutela nel rispetto della privacy.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Garante precisa, tuttavia, che in capo al medico competente permane, anche nell\u2019emergenza, il <strong>divieto di informare il datore di lavoro circa le specifiche patologie<\/strong> dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significa \u2013 specifica il Garante \u2013 che, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni di settore in materia di sorveglianza sanitaria e da quelle di protezione dei dati personali, il medico competente provvede a segnalare al datore di lavoro quei casi specifici in cui reputi che la particolare condizione di fragilit\u00e0 connessa anche allo stato di salute del dipendente ne suggerisca l\u2019impiego in ambiti meno esposti al rischio di infezione. A tal fine, non \u00e8 invece necessario comunicare al datore di lavoro la specifica patologia eventualmente sofferta dal lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale quadro il datore di lavoro pu\u00f2 trattare, nel rispetto dei principi di cui al Regolamento (UE) 2016\/679, i dati personali dei dipendenti solo se sia normativamente previsto o disposto dagli organi competenti ovvero su specifica segnalazione del medico competente, nello svolgimento dei propri compiti di sorveglianza sanitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Trattamento dei dati dei soggetti positivi al COVID-19<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle FAQ il Garante ribadisce che i datori di lavoro, nell\u2019ambito dell\u2019adozione delle misure di protezione e dei propri doveri in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, <strong>non possono comunicare il nome del dipendente<\/strong> o dei dipendenti che hanno contratto il virus a meno che il diritto nazionale lo consenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base al quadro normativo nazionale, il datore di lavoro deve comunicare i nominativi del personale contagiato <strong>alle autorit\u00e0 sanitarie competenti<\/strong> e collaborare con queste per individuare i \u201ccontatti stretti\u201d al fine di consentire la tempestiva attivazione delle misure di profilassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale obbligo di comunicazione \u2013 rileva il Garante \u2013 non \u00e8, invece, previsto in favore del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spetta, quindi, alle autorit\u00e0 sanitarie competenti informare i \u201ccontatti stretti\u201d del contagiato, al fine di attivare le previste misure di prevenzione. Il datore di lavoro \u00e8, invece, tenuto a fornire alle istituzioni competenti e alle autorit\u00e0 sanitarie le informazioni necessarie affinch\u00e9 le stesse possano assolvere ai compiti e alle funzioni previste in relazione alla situazione emergenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso le FAQ pubblicate il 4 maggio scorso, il Garante Privacy ha nuovamente affrontato il tema del trattamento dei dati nell\u2019ambito dell\u2019emergenza sanitaria. 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