{"id":20168,"date":"2025-09-22T15:47:57","date_gmt":"2025-09-22T13:47:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=20168"},"modified":"2025-09-22T15:47:59","modified_gmt":"2025-09-22T13:47:59","slug":"licenziamenti-nelle-pmi-eliminato-il-tetto-delle-6-mensilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/licenziamenti-nelle-pmi-eliminato-il-tetto-delle-6-mensilita\/","title":{"rendered":"Licenziamenti nelle PMI: eliminato il tetto delle 6 mensilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Con la sentenza n.\u202f118 del 21 luglio 2025, la Corte Costituzionale \u00e8 intervenuta nuovamente sulla disciplina delle tutele crescenti (D.Lgs 4 marzo 2015, n.\u202f23), dichiarando l\u2019illegittimit\u00e0 del <strong>tetto massimo di sei mensilit\u00e0<\/strong> previsto per l\u2019indennizzo in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende \u201csottosoglia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una pronuncia che ha suscitato grande attenzione, che si inserisce in realt\u00e0 in un percorso giurisprudenziale gi\u00e0 avviato, volto a <strong>superare i criteri rigidi<\/strong> che limitano la discrezionalit\u00e0 del Giudice nella determinazione dell\u2019indennit\u00e0 risarcitoria in caso di licenziamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La novit\u00e0 riguarda le piccole e medie imprese che non raggiungono i requisiti dimensionali dell\u2019art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ossia quelle che non occupano pi\u00f9 di 15 dipendenti per unit\u00e0 produttiva o in ambito comunale, oppure non superano i 60 dipendenti sul territorio nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questi datori, il risarcimento in caso di licenziamento illegittimo <strong>non sar\u00e0 pi\u00f9 limitato alla fascia da 3 a 6 mensilit\u00e0<\/strong>, ma potr\u00e0 arrivare fino a <strong>18 mensilit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la Corte, la tutela risarcitoria, in un momento delicato come quello della perdita del lavoro, deve essere <strong>personalizzabile<\/strong>: il Giudice deve poterla modulare in base a una pluralit\u00e0 di fattori \u2014 come la gravit\u00e0 della violazione, l\u2019anzianit\u00e0 del lavoratore, la situazione economica del datore \u2014 in modo da assicurare non solo un ristoro effettivo ma anche un adeguato effetto deterrente.<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte sottolinea come la giustificazione tradizionale del limite delle 6 mensilit\u00e0, in ragione del ridotto numero di dipendenti, <strong>non rifletta pi\u00f9 la reale forza economica<\/strong> delle imprese, soprattutto in un contesto produttivo dominato dall&#8217;incessante evoluzione tecnologica, dove a strutture snelle possono corrispondere alti livelli di fatturato, forti investimenti in capitale ed un significativo impatto sul mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte finale della decisione, la Consulta <strong>sollecita il Legislatore<\/strong> a introdurre nuovi criteri pi\u00f9 aderenti alla realt\u00e0 economica, come il fatturato annuo o il totale di bilancio, gi\u00e0 da tempo indicati dal diritto europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sentenza afferma quindi la necessit\u00e0 di bilanciare le esigenze di flessibilit\u00e0 del sistema produttivo con la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, indipendentemente dalle dimensioni dell\u2019impresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una pronuncia che, almeno nel breve periodo, apre uno scenario segnato da un inevitabile aumento dell\u2019incertezza e destinato ad avere un impatto rilevante sulle PMI, che rappresentano una componente fondamentale del tessuto economico italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la sentenza n.\u202f118 del 21 luglio 2025, la Corte Costituzionale \u00e8 intervenuta nuovamente sulla disciplina delle tutele crescenti (D.Lgs 4 marzo 2015, n.\u202f23), dichiarando l\u2019illegittimit\u00e0 del tetto massimo di sei mensilit\u00e0 previsto per l\u2019indennizzo in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende \u201csottosoglia\u201d. 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