{"id":20204,"date":"2025-09-30T10:05:45","date_gmt":"2025-09-30T08:05:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=20204"},"modified":"2025-09-30T10:05:47","modified_gmt":"2025-09-30T08:05:47","slug":"cessione-in-blocco-di-crediti-nuovo-triplice-intervento-della-cassazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/cessione-in-blocco-di-crediti-nuovo-triplice-intervento-della-cassazione\/","title":{"rendered":"Cessione in blocco di crediti: nuovo triplice intervento della Cassazione"},"content":{"rendered":"\n<p>La <strong>Cassazione<\/strong>, con le <strong>ordinanze n. 23834, 23849 e 23852 del 25 agosto<\/strong>, \u00e8 intervenuta nuovamente sul tema dell\u2019<strong>onere probatorio<\/strong> gravante in capo al <strong>cessionario<\/strong> di crediti in blocco ex <strong>art. 58 TUB<\/strong> che richiede l\u2019ammissione del credito acquistato allo <strong>stato passivo<\/strong> di una <strong>procedura concorsuale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>cessione dei crediti<\/strong> in ambito bancario \u00e8 regolata dall&#8217;<strong>art. 58 TUB<\/strong>, che deroga parzialmente al regime ordinario civilistico previsto dagli articoli <strong>1260 e 1264 c.c.<\/strong><br>L&#8217;<strong>art. 58, comma II, TUB<\/strong> dispone \u2013 ai fini dell&#8217;<strong>opponibilit\u00e0<\/strong> della cessione ai <strong>debitori ceduti<\/strong> \u2013 che la <strong>banca cessionaria<\/strong> dia notizia dell&#8217;avvenuta cessione mediante <strong>iscrizione<\/strong> e <strong>pubblicazione<\/strong> della stessa, rispettivamente, nel <strong>registro delle imprese<\/strong> e nella <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei casi in esame, simili tra loro, il <strong>cessionario<\/strong> aveva chiesto di essere ammesso allo <strong>stato passivo<\/strong> di un <strong>fallimento<\/strong> sostenendo di aver acquistato il credito nell\u2019ambito di un\u2019operazione di <strong>cartolarizzazione<\/strong> realizzata ai sensi dell\u2019<strong>art. 58 TUB<\/strong> e producendo, a dimostrazione della propria <strong>legittimazione<\/strong>, l\u2019avviso pubblicato in <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong> unitamente alla <strong>dichiarazione<\/strong> della <strong>banca cedente<\/strong> che dava atto dell\u2019intervenuta cessione.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti e tre i casi, il <strong>Giudice Delegato<\/strong>, su proposta del <strong>Curatore<\/strong>, aveva <strong>escluso<\/strong> dallo <strong>stato passivo<\/strong> il credito vantato dal <strong>cessionario<\/strong> ritenendo non provata la <strong>titolarit\u00e0<\/strong> in capo a quest\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>A seguito di <strong>opposizione allo stato passivo<\/strong>, il <strong>Tribunale<\/strong> aveva confermato l\u2019<strong>esclusione<\/strong> del credito ritenendo <strong>inidonea<\/strong> a provare la <strong>vicenda traslativa<\/strong> del credito sia l\u2019avvenuta <strong>pubblicazione<\/strong> della cessione in <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong> che la <strong>dichiarazione<\/strong> rilasciata dalla <strong>banca cedente<\/strong>, facendo proprio l\u2019orientamento della <strong>Corte di Cassazione<\/strong> secondo il quale \u201cin tema di <strong>cessione di crediti in blocco<\/strong> ex <strong>art. 58 d.lgs. n. 385 del 1993<\/strong>, ove il <strong>debitore ceduto<\/strong> contesti l\u2019<strong>esistenza<\/strong> dei <strong>contratti<\/strong>, ai fini della relativa <strong>prova<\/strong> non \u00e8 sufficiente quella della <strong>notificazione<\/strong> della detta cessione, neppure se avvenuta mediante avviso pubblicato sulla <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong> ai sensi dell\u2019<strong>art. 58<\/strong> del citato <strong>d.lgs.<\/strong>, dovendo il <strong>giudice<\/strong> procedere ad un <strong>accertamento complessivo<\/strong> delle risultanze di fatto, nell\u2019ambito del quale la citata <strong>notificazione<\/strong> pu\u00f2 rivestire, peraltro, un <strong>valore indiziario<\/strong>, specialmente allorquando avvenuta su iniziativa della <strong>parte cedente<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Suprema Corte<\/strong>, a seguito del <strong>ricorso<\/strong> presentato dal <strong>cessionario<\/strong>, ha confermato la decisione del <strong>Tribunale<\/strong> affermando che \u201cla parte che agisce affermandosi <strong>successore a titolo particolare<\/strong> della <strong>parte creditrice originaria<\/strong> in virt\u00f9 di un\u2019operazione di <strong>cessione in blocco<\/strong> ex <strong>art. 58 d.lgs. n. 385 del 1998<\/strong>, ha l\u2019<strong>onere<\/strong> di dimostrare l\u2019<strong>inclusione<\/strong> del credito oggetto di causa nell\u2019operazione di <strong>cessione in blocco<\/strong>, in tal modo fornendo la <strong>prova documentale<\/strong> della propria <strong>legittimazione sostanziale<\/strong>, a meno che il <strong>resistente<\/strong> non l\u2019abbia esplicitamente o implicitamente <strong>riconosciuta<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Stando a quanto sostenuto dalla <strong>Cassazione<\/strong>, per dimostrare l\u2019effettiva <strong>titolarit\u00e0<\/strong> del credito, il <strong>cessionario<\/strong> avrebbe dovuto provare non solo che le <strong>posizioni creditorie<\/strong> fatte valere con l\u2019<strong>insinuazione allo stato passivo<\/strong> fossero ricomprese nel <strong>perimetro<\/strong> dei <strong>crediti in sofferenza<\/strong> ceduti in blocco, ma anche che le stesse non fossero incluse tra quelle <strong>espressamente escluse<\/strong> dalla <strong>cessione<\/strong> in base ai criteri dettati dal <strong>provvedimento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, per la <strong>Suprema Corte<\/strong> il mero possesso da parte del <strong>cessionario<\/strong> della copia dei documenti idonei a provare l\u2019<strong>esistenza<\/strong> del credito non equivale in alcun modo a dimostrare l\u2019effettiva <strong>titolarit\u00e0<\/strong> del <strong>diritto<\/strong> del quale si discute.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente, quindi, come le <strong>banche<\/strong> e gli <strong>operatori<\/strong> che acquistano <strong>crediti in blocco<\/strong> siano tenuti a predisporre un <strong>dossier probatorio<\/strong> il pi\u00f9 completo possibile comprendente, oltre al <strong>contratto di cessione<\/strong>, la documentazione relativa ai <strong>criteri di individuazione<\/strong> dei crediti, gli eventuali <strong>elenchi nominativi<\/strong> nonch\u00e9 ogni documento utile a dimostrare la <strong>titolarit\u00e0<\/strong> e la <strong>riferibilit\u00e0<\/strong> del credito, pena, in difetto, il <strong>rigetto<\/strong> della domanda di <strong>insinuazione al passivo<\/strong>, con conseguente <strong>perdita<\/strong> della possibilit\u00e0 di partecipare alla <strong>ripartizione<\/strong> dell\u2019<strong>attivo concorsuale<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cassazione, con le ordinanze n. 23834, 23849 e 23852 del 25 agosto, \u00e8 intervenuta nuovamente sul tema dell\u2019onere probatorio gravante in capo al cessionario di crediti in blocco ex art. 58 TUB che richiede l\u2019ammissione del credito acquistato allo stato passivo di una procedura concorsuale. 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