{"id":20805,"date":"2026-09-17T14:59:29","date_gmt":"2026-09-17T12:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=20805"},"modified":"2026-09-17T14:59:29","modified_gmt":"2026-09-17T12:59:29","slug":"crioconservazione-e-consenso-informato-lomessa-informazione-non-basta-da-sola-a-ottenere-il-risarcimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/crioconservazione-e-consenso-informato-lomessa-informazione-non-basta-da-sola-a-ottenere-il-risarcimento\/","title":{"rendered":"Crioconservazione e consenso informato: l\u2019omessa informazione non basta, da sola, a ottenere il risarcimento"},"content":{"rendered":"\n<p>Con la <strong>sentenza n. 22861 del 7 luglio 2026<\/strong> la <strong>Corte di Cassazione<\/strong> \u00e8 tornata a pronunciarsi in tema di <strong>responsabilit\u00e0 sanitaria<\/strong>, delineando i limiti della <strong>tutela risarcitoria<\/strong> nell\u2019ipotesi di <strong>omessa informazione medica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda trae origine da una richiesta risarcitoria avanzata da un paziente che, essendosi dovuto sottoporre a <strong>interventi chirurgici demolitori<\/strong>, lamentava di non essere stato informato dalla struttura sanitaria della possibilit\u00e0 di procedere alla <strong>crioconservazione preventiva del proprio liquido seminale<\/strong>. L\u2019uomo chiamava in giudizio la struttura in questione, chiedendo il ristoro dei danni subiti per la <strong>lesione del diritto all\u2019autodeterminazione<\/strong> e la conseguente <strong>perdita della capacit\u00e0 procreativa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo grado, il Tribunale ha rigettato la domanda, escludendo sia l\u2019insussistenza della violazione del <strong>diritto all\u2019autodeterminazione<\/strong> che una lesione del <strong>diritto al consenso informato<\/strong>, sul presupposto che il paziente avesse sottoscritto un <strong>modulo d\u2019informativa<\/strong>, come provato documentalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Avverso tale decisione, il paziente ha proposto appello, eccependo l\u2019invalidit\u00e0 della sottoscrizione in ragione dell\u2019<strong>omessa informazione<\/strong> riguardante la possibilit\u00e0 di accedere alla procedura di <strong>crioconservazione<\/strong>. Il medesimo, inoltre, ha contestato il presunto mancato assolvimento dell\u2019<strong>onere probatorio<\/strong> circa la volont\u00e0 di sottoporsi alla sopraindicata procedura, sostenendo come la prova del danno potesse essere fornita anche in via <strong>presuntiva<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte d\u2019Appello confermava la decisione di primo grado, portando il paziente a impugnare la sentenza avanti la <strong>Corte di Cassazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La Suprema Corte ha escluso la configurabilit\u00e0 di un <strong>danno in re ipsa<\/strong>, confermando che la <strong>mera omissione informativa non genera automaticamente il diritto ad ottenere un risarcimento<\/strong> del danno subito, in quanto il paziente avrebbe dovuto dimostrare che, qualora fosse stato tempestivamente informato della possibilit\u00e0 di crioconservazione, avrebbe effettivamente scelto di <strong>posticipare l\u2019intervento<\/strong> per accedere alle necessarie procedure di conservazione del liquido seminale.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la Corte di Cassazione, la <strong>responsabilit\u00e0 sanitaria<\/strong> deve essere accertata mediante un <strong>giudizio controfattuale<\/strong>, finalizzato a verificare se l\u2019informazione omessa avrebbe concretamente <strong>modificato la scelta del paziente<\/strong>. In mancanza di tale riscontro, il ricorso del paziente \u00e8 stato rigettato.<\/p>\n\n\n\n<p>Con tale pronuncia, la Suprema Corte ha ribadito un principio cardine in tema di responsabilit\u00e0 sanitaria: in mancanza della <strong>prova del nesso causale<\/strong> tra <strong>omissione informativa<\/strong> e <strong>perdita della possibilit\u00e0 procreativa<\/strong>, resta preclusa la pretesa di un <strong>risarcimento<\/strong> nei confronti della struttura sanitaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la sentenza n. 22861 del 7 luglio 2026 la Corte di Cassazione \u00e8 tornata a pronunciarsi in tema di responsabilit\u00e0 sanitaria, delineando i limiti della tutela risarcitoria nell\u2019ipotesi di omessa informazione medica. 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