{"id":7164,"date":"2015-11-17T11:07:24","date_gmt":"2015-11-17T10:07:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=7164"},"modified":"2024-11-12T09:45:19","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:19","slug":"mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-con-il-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-con-il-jobs-act\/","title":{"rendered":"Mansioni: come cambia l&#8217;art. 2103 c.c. con il Jobs Act"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Parte prima: lo jus variandi ed il demansionamento<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A decorrere dal <em>25.06.2015<\/em> nei confronti di tutti i <strong>lavoratori subordinati<\/strong>, anche se assunti precedentemente a tale data, si applica il <em>nuovo<\/em> <em>art. 2103 c.c.,<\/em> come modificato dal <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Testo_unico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Testo Unico<\/a> <strong>di Riordino dei Contratti di Lavoro<\/strong> (<em>D.Lgs. n. 81\/2015<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data la portata innovativa della <strong>riforma<\/strong> e le sue dirette conseguenze nella gestione dei <strong>rapporti di lavoro<\/strong>, in questo articolo affronteremo <strong>il tema dello jus variandi<\/strong>, soffermandoci in particolare sulla <strong>modifica in peius delle mansioni<\/strong>: nella prossima pubblicazione esamineremo la disciplina nell\u2019ipotesi di assegnazione del lavoratore a mansioni superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-con-il-jobs-act\/businessman-putting-last-block-to-the-tower\/\" rel=\"attachment wp-att-7166\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7166\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/articolo-7.jpg\" alt=\"Businessman putting last block to the tower\" width=\"381\" height=\"273\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La disciplina generale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<em>art.2103 c.c. <\/em>prevede che il <strong>lavoratore<\/strong> deve essere adibito alle <strong>mansioni<\/strong> per le quali \u00e8 stato assunto ovvero a quelle corrispondenti all&#8217;inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo <strong>stesso livello<\/strong> e <strong>categoria legale di inquadramento<\/strong> delle ultime effettivamente svolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elemento di novit\u00e0 rispetto al passato \u00e8 che non si fa pi\u00f9 riferimento al requisito dell\u2019equivalenza tra le ultime mansioni svolte e quelle di nuova assegnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ricorder\u00e0, infatti, che la disciplina previgente consentiva il mutamento a condizione che <strong>le mansioni precedenti e quelle nuove fossero equivalenti sia dal punto di vista oggettivo<\/strong> (<em>parit\u00e0 di contenuto<\/em> <em>professionale<\/em>) <strong>e sia soggettivo<\/strong> (<em>coerenza con il bagaglio professionale acquisito e con la possibilit\u00e0 di un suo futuro sviluppo<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le modifiche introdotte dal <em>D.Lgs. n.81\/2015<\/em> al <strong>datore di lavoro<\/strong> \u00e8 attribuita, invece, <strong>la facolt\u00e0 di modificare unilateralmente le mansioni<\/strong> a condizione che le nuove siano riconducibili allo stesso livello di inquadramento e categoria legale (<em>operai, impiegati, quadri, dirigenti<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significa che, se in base al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Contratto_collettivo_nazionale_di_lavoro\">contratto collettivo<\/a> il mutamento di mansioni non comporta alcuna variazione di livello e categoria, non sussiste alcun limite nell\u2019assegnazione di <strong>nuove mansioni<\/strong> ad eccezione della <strong>non discriminazione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di classificazione del personale, indicato nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Contratto_collettivo_nazionale_di_lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">contratto collettivo<\/a> applicato dal <strong>datore di lavoro<\/strong>, assume cos\u00ec un <strong>ruolo primario<\/strong>, poich\u00e9 costituisce l\u2019unico parametro di riferimento per valutare la legittimit\u00e0 del provvedimento di modifica delle mansioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ma cosa accade nel caso in cui il datore di lavoro non applichi alcun CCNL e non \u00e8 iscritto ad alcuna associazione di categoria che ha stipulato un CCNL?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la classificazione del personale \u00e8 stabilita da un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Contratto_collettivo_aziendale_di_lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">contratto aziendale<\/a>, allora si dovr\u00e0 tenere conto delle previsioni ivi contenute. In mancanza, secondo parte della dottrina, l\u2019unico criterio da soddisfare sar\u00e0 quello del mantenimento della medesima categoria legale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019assegnazione di mansioni inferiori<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<em>art.2013 c.c. <\/em>come novellato prevede la possibilit\u00e0 di adibire il lavoratore a mansioni riconducibili ad un livello di inquadramento inferiore, anche senza il suo consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Demansionamento\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">demansionamento<\/a> \u00e8 consentito nei seguenti due casi:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>modifica degli assetti organizzativi aziendali <\/strong>che incidono sulla posizione del lavoratore,<\/li>\n<li>ipotesi previste dalla <strong>contrattazione collettiva.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 a condizione che le nuove mansioni rientrino nel <strong>livello di inquadramento inferiore<\/strong> e nella<strong> medesima categoria legale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal tenore letterale della norma, si evince che <strong>la modifica in pejus<\/strong> pu\u00f2 riguardare soltanto mansioni relative al livello di inquadramento immediatamente inferiore rispetto a quello attribuito al lavoratore, sempre a condizione che vi sia una retrocessione in termini di categoria legale (<em>ad esempio: da impiegato a operaio<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora il mutamento delle mansioni derivi dalla <strong><em>modifica degli assetti organizzativi aziendali<\/em><\/strong>, il giudice eventualmente coinvolto nella valutazione della sussistenza di tale presupposto non potr\u00e0 entrare nel merito dell\u2019opportunit\u00e0 e\/o della necessit\u00e0 del cambiamento organizzativo, ma dovr\u00e0 limitarsi ad accertare che la modifica organizzativa sia reale e che abbia inciso sulla posizione del lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-con-il-jobs-act\/collage-mit-verschiedenen-berufen-arbeiter-im-handelindustrielogistikmanagment-handwerk\/\" rel=\"attachment wp-att-7167\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7167\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/articolo-7-foto-2.jpg\" alt=\"Collage mit verschiedenen Berufen - Arbeiter im Handel,Industrie,Logistik,Managment, Handwerk,...\" width=\"603\" height=\"339\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ove necessario, il <strong>demansionamento<\/strong> deve essere accompagnato dall\u2019assolvimento dell\u2019<strong>obbligo<\/strong> <strong>formativo <\/strong>da parte del datore di lavoro, il cui mancato adempimento non determina comunque la nullit\u00e0 dell\u2019atto di assegnazione delle nuove mansioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio a mansioni inferiori \u00e8 sottoposto a un requisito di forma molto rigoroso: deve, infatti, essere <strong>comunicato per<\/strong> <strong>iscritto, a pena di nullit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>legge<\/strong> non richiede l\u2019indicazione scritta anche delle motivazioni: la mancata specificazioni delle ragioni non pare, quindi, comportare l\u2019invalidit\u00e0 dell\u2019atto. Tuttavia, \u00e8 consigliabile darne menzione anche se in forma sintetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della variazione disposta dal <strong>datore di lavoro<\/strong>, il lavoratore conserva in ogni caso il livello di inquadramento in essere al momento dell&#8217;assegnazione delle nuove mansioni nonch\u00e9 la relativa retribuzione, fatti salvi gli elementi retributivi collegati strettamente alle mansioni in precedenza assegnate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019ulteriore novit\u00e0 <\/strong>consiste nel fatto che datore di lavoro e lavoratore possano <strong>accordarsi<\/strong> <strong>per modificare in pejus le mansioni, la categoria ed il livello di inquadramento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova disposizione stabilisce, infatti, che, nelle sedi cosiddette <em>protette<\/em> di cui all&#8217;<em>art. 2113, comma 4 c.c.<\/em> (<em>Direzione Territoriale del Lavoro, conciliazioni individuali in sede sindacale<\/em>) ovvero presso le <a href=\"http:\/\/www.wikilabour.it\/certificazione.ashx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">commissioni di certificazione<\/a>, possono essere stipulati accordi individuali per modificare le <strong>mansioni<\/strong>, la <strong>categoria legale<\/strong>, il <strong>livello di inquadramento<\/strong> e la relativa <strong>retribuzione<\/strong>, a condizione che la modifica abbia uno dei seguenti scopi:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>salvaguardare il posto di lavoro del dipendente<\/strong>,<\/li>\n<li><strong>acquisire una diversa professionalit\u00e0<\/strong>,<\/li>\n<li><strong>migliorare le sue condizioni di vita<\/strong>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della procedura, il <strong>lavoratore<\/strong> pu\u00f2 farsi assistere da un <strong>rappresentante dell&#8217;associazione sindacale<\/strong> cui aderisce o conferisce mandato, da un <strong>avvocato<\/strong>, oppure da un <strong>consulente del lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatte salve le ipotesi di <strong><em>demansionamento lecito<\/em><\/strong> sopra esaminate, l\u2019<em>art.2013<\/em>, <em>comma nove<\/em> ripropone il <em>vecchio principio<\/em> di inderogabilit\u00e0 secondo cui ogni <strong><em>patto contrario \u00e8 nullo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pertanto, in mancanza delle condizioni di legge o di contratto collettivo, il provvedimento di modifica delle mansioni \u00e8 nullo ed il lavoratore potr\u00e0 chiedere l&#8217;adibizione alle mansioni precedenti, le differenze retributive e l&#8217;eventuale risarcimento del danno.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Parte prima: lo jus variandi ed il demansionamento A decorrere dal 25.06.2015 nei confronti di tutti i lavoratori subordinati, anche se assunti precedentemente a tale data, si applica il nuovo art. 2103 c.c., come modificato dal Testo Unico di Riordino dei Contratti di Lavoro (D.Lgs. n. 81\/2015). 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