{"id":7219,"date":"2015-12-01T09:57:45","date_gmt":"2015-12-01T08:57:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=7219"},"modified":"2024-11-12T09:45:18","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:18","slug":"mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-dopo-il-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-dopo-il-jobs-act\/","title":{"rendered":"Mansioni: come cambia l&#8217;art. 2103 c.c. dopo il Jobs Act"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Parte seconda: assegnazione a mansioni superiori<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella pubblicazione del <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/mansioni-come-cambia-lart-2103-c-c-con-il-jobs-act\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>17.11.2015<\/em><\/a> abbiamo affrontato il tema dello <strong><em>jus variandi <\/em>e del demansionamento<\/strong>, dando atto della modificazione dell\u2019<em>art. 2103 c.c. <\/em>operata nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Testo_unico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Testo Unico<\/a> <strong>di Riordino dei Contratti di Lavoro<\/strong> (<em>D.Lgs. n. 81\/2015<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esaminiamo ora l\u2019ipotesi dell\u2019<strong>assegnazione a mansioni superiori<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto \u00e8 bene chiarire che si tratta di <strong>assegnazione a mansioni superiori<\/strong> quando il lavoratore \u00e8 richiesto dal datore di lavoro di svolgere <em>in via esclusiva o prevalente<\/em> mansioni riconducibili ad un livello di inquadramento superiore a quello cui sono riconducibili le mansioni allo stato assegnate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La norma riconosce al datore di lavoro il potere di <strong>modificare unilateralmente le mansioni<\/strong> che il lavoratore \u00e8 tenuto a svolgere, assegnandogli <em>in via temporanea<\/em> mansioni superiori, senza che l\u2019assegnazione divenga definitiva, nelle seguenti ipotesi:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">per sostituire un lavoratore <strong>in servizio assente<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">a prescindere dal motivo per il periodo di tempo fissato dal <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Contratto_collettivo_nazionale_di_lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">contratto collettivo<\/a> o, in mancanza, per un periodo non superiore a 6 mesi continuativi.<\/li>\n<\/ol>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7220\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Fotolia_77138877_S.jpg\" alt=\"Mann laufend auf Zahnrdern\" width=\"396\" height=\"270\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, innanzitutto <strong>il datore di lavoro pu\u00f2 attribuire al lavoratore mansioni superiori<\/strong>, senza che sorga per il lavoratore il diritto all\u2019attribuzione definitiva, qualora abbia l\u2019esigenza di sostituire altro dipendente momentaneamente assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima importante novit\u00e0<\/strong> riguarda il fatto che, se in precedenza la sostituzione doveva riguardare un lavoratore assente con <strong>diritto alla conservazione del posto di lavoro<\/strong> (<em>ad esempio perch\u00e9 in malattia o in ferie<\/em>), il riferimento al diritto alla conservazione del posto di lavoro \u00e8 stato eliminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore si \u00e8 limitato a precisare che <strong>la sostituzione<\/strong> deve riguardare un lavoratore <em>in servizio<\/em>: la lettera della norma induce a ritenere che l\u2019esigenza sostitutiva possa derivare non solo dalle ipotesi di <strong>sospensione legale del rapporto di lavoro<\/strong>, ma genericamente da ogni caso di assenza del lavoratore. Sul punto, tuttavia, occorre attendere le prime pronunce giurisprudenziali per verificare se sia confermata l\u2019interpretazione estensiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, <strong>l\u2019assegnazione a mansioni superiori<\/strong> pu\u00f2 essere disposta <em>unilateralmente<\/em> dal datore di lavoro per motivi diversi dalla sostituzione di altro dipendente, senza che sorga per il lavoratore il diritto all\u2019assegnazione definitiva, purch\u00e9 il periodo nel corso del quale sono svolte le mansioni superiori non sia superiore a quello previsto nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Contratto_collettivo_nazionale_di_lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">contratto collettivo<\/a> applicato, anche aziendale, oppure, in mancanza, non sia superiore a 6 mesi continuativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane confermato che nel corso dell\u2019assegnazione temporanea a mansioni superiori il lavoratore ha diritto al <strong>trattamento economico e normativo<\/strong> corrispondente al relativo superiore livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, l&#8217;assegnazione a mansioni superiori diviene definitiva decorso il periodo previsto dal <strong>contratto collettivo<\/strong> oppure <em>dopo 6 mesi <\/em>continuativi, se l\u2019assegnazione non \u00e8 stata dovuta ad esigenze sostitutive: nel caso, il lavoratore consegue <strong>il diritto al livello di inquadramento superiore ed al relativo trattamento economico e normativo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda novit\u00e0<\/strong> \u00e8 data, quindi, dal fatto che <strong>il diritto all\u2019inquadramento superiore<\/strong> \u00e8 acquisito stabilmente <em>dopo 6 mesi<\/em>, non pi\u00f9 dopo 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta emerge <strong>la centralit\u00e0 del ruolo della contrattazione collettiva<\/strong>, <em>anche aziendale<\/em>, che ora pu\u00f2 derogare <em>in pejus<\/em> la disposizione normativa, prevedendo un periodo <em>superiore a 6 mesi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, rimane aperta la questione della <strong>sorte delle previsioni della contrattazione collettiva esistenti <\/strong>alla data del <em>25.06.2015<\/em>, che ripetono la formulazione abrogata dell\u2019<em>art. 2103 c.c. <\/em>quanto al periodo di <em>3 mesi<\/em>: si deve ritenere che non possano che rimanere in vigore, trattandosi di disposizioni derogatorie <em>in melius <\/em>per il lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7221\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Fotolia_93023783_XS.jpg\" alt=\"stretta di mano per assunzione di lavoro con contratto\" width=\"412\" height=\"275\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ulteriore elemento di novit\u00e0<\/strong> \u00e8 che l\u2019assegnazione alle mansioni superiori deve essere, oltre che <strong>effettiva<\/strong>, anche <strong>continuativa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data la chiarezza della norma, \u00e8 da escludersi che trovi ancora applicazione l\u2019orientamento giurisprudenziale, secondo il quale il riconoscimento della qualifica superiore poteva avvenire anche nel caso in cui il lavoratore era adibito alle <strong>mansioni superiori in modo frazionato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente il riferimento alla <strong>continuit\u00e0 delle mansioni superiori per un semestre<\/strong> non impedir\u00e0 al giudice del lavoro di qualificare <em>in frode alla legge<\/em> il comportamento del datore di lavoro, che adibisca a mansioni superiori il lavoratore pi\u00f9 volte e reiteratamente per periodi inferiori, che, sommati, superano ampiamente il limite dei <em>sei mesi<\/em>, allo scopo di impedire la <strong>maturazione del diritto all\u2019adibizione definitiva<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Novit\u00e0 di assoluto rilievo<\/strong> \u00e8 data dalla possibilit\u00e0 che il lavoratore manifesti una volont\u00e0 contraria all&#8217;assegnazione definitiva alle mansioni superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipotesi di una <strong>opposizione del lavoratore<\/strong> era gi\u00e0 stata oggetto di esame da parte dei giudici del lavoro, in particolare in relazione al conferimento della <strong>qualifica dirigenziale<\/strong>. Tant\u2019\u00e8 che la soluzione del legislatore non appare illogica, per quanto riguardante limitatissimi casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta da definire se <strong>la rinuncia alla promozione<\/strong> sia riconducibile all\u2019<em>art. 2113 c.c.: <\/em>in attesa si pronuncino sul punto i giudici del lavoro, si ritiene necessario che il lavoratore esprima la propria volont\u00e0 per iscritto<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ultimo, \u00e8 stato abrogato l&#8217;<em>art. 6 Legge 13.05.1985<\/em>, <em>n. 190<\/em>, che disciplinava <strong>l\u2019assegnazione di mansioni superiori al personale appartenente alla categoria dei quadri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito dell\u2019abrogazione, l\u2019<em>art 2103 c.c. <\/em>come novellato trova applicazione nei confronti di qualsiasi lavoratore indipendentemente dalla categoria di appartenenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Parte seconda: assegnazione a mansioni superiori Nella pubblicazione del 17.11.2015 abbiamo affrontato il tema dello jus variandi e del demansionamento, dando atto della modificazione dell\u2019art. 2103 c.c. operata nel Testo Unico di Riordino dei Contratti di Lavoro (D.Lgs. n. 81\/2015). 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