{"id":7233,"date":"2015-12-11T11:40:28","date_gmt":"2015-12-11T10:40:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=7233"},"modified":"2024-11-12T09:45:18","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:18","slug":"esistono-ancora-il-danno-morale-e-il-danno-esistenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/esistono-ancora-il-danno-morale-e-il-danno-esistenziale\/","title":{"rendered":"Esistono ancora il danno morale e il danno esistenziale?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la sentenza <em>n. 18611 del 22\/09\/2015<\/em> la terza Sezione della <strong>Corte di Cassazione<\/strong> \u00e8 tornata a fornire chiarimenti in merito alla <strong>corretta interpretazione<\/strong> da attribuire ai principi stabiliti dalle note sentenze delle Sezioni Unite di San Martino del 2008 (<em>nn. 26972-26978\/2008<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso specifico riguarda un giovane, poco pi\u00f9 che trentenne, che ha riportato, in occasione di un <strong>sinistro stradale<\/strong>, lesioni gravissime con conseguente perdita della <strong>capacit\u00e0 lavorativa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ermellini hanno evidenziato come i <strong>Giudici di merito<\/strong>, dopo aver reso un omaggio formale ai dicta delle Sezioni Unite del 2008, siano comunque pervenuti ad una <strong>liquidazione incongrua e iniqua del danno non patrimoniale<\/strong> nelle sue componenti <strong><em>esistenziali rilevanti e morali di sofferenza e dolore<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>Corte<\/strong> ha ribadito che <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Danno_esistenziale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">danno esistenziale<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Danno_morale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">danno morale<\/a> devono essere valutati <strong>autonomamente<\/strong> rispetto al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Danno_biologico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">danno biologico<\/a>, sottolineando l\u2019incogruit\u00e0 della mera valutazione tabellare <strong><em>che appesantisce il punto di base ma non procede alla considerazione della perdita delle qualit\u00e0 della vita del macroleso<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Corte<\/strong> afferma che risarcire il <strong>danno esistenziale &#8211;<\/strong>\u00a0<em>tenendo conto degli aspetti dinamico-relazionali del pregiudizio<\/em> &#8211; non significa operare una <strong>duplicazione di voci di danno<\/strong>, ma riconoscere il <strong>diritto del macroleso<\/strong> ad un equo ristoro per la <strong><em>perdita della sua dignit\u00e0 di persona e diritto alla vita attiva<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7237\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/news-ss-dl.jpg\" alt=\"Dementia\" width=\"396\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla mancata liquidazione del <strong>danno morale<\/strong> da parte dei <strong>Giudici di merito<\/strong>, la <strong>Corte<\/strong> sottolinea come debbano meritare maggior considerazione le <strong><em>componenti fisiche, psichiche e spirituali del dolore umano<\/em><\/strong>\u00a0rispetto al calcolo tabellare dove <strong>la<\/strong> <strong><em>personalizzazione \u00e8 pro quota, mentre deve essere ad personam<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corollario dei principi espressi \u2013 <em>come gi\u00e0 ribadito sempre dalla terza sezione nel corso del corrente anno con le sentenze n. 9320\/2015 e n. 12594\/2015 (la prima soffermandosi sulla nozione di <strong>unitariet\u00e0 del danno non patrimoniale<\/strong>, la seconda sul <strong>principio di integralit\u00e0 del risarcimento<\/strong><\/em>) \u2013 \u00e8 che <strong>danno biologico<\/strong> (<em>ovvero la lesione al bene salute<\/em>), <strong>danno morale<\/strong> (<em>la sofferenza interiore\/soggettiva<\/em>) e <strong>danno esistenziale<\/strong> (<em>la lesione degli aspetti dinamico-relazionali<\/em>) <strong>devono essere valutati caso per caso<\/strong>, avuto riguardo della fattispecie concreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Giudice<\/strong> deve, quindi, accertare l\u2019effettiva <strong>consistenza del pregiudizio<\/strong>, a prescindere dalla sua qualificazione, individuando &#8211; <em>ai fini dell\u2019integrale riparazione del danno<\/em> &#8211; <strong>tutte le ripercussioni negative sulla persona del danneggiato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorrer\u00e0, pertanto, tenere conto non solo del <strong>danno biologico<\/strong>, ma anche &#8211;\u00a0<em>citando le espressioni tanto efficaci della Suprema<\/em> <em>Corte &#8211;<\/em><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">di eventuali lesioni al <strong>diritto ad una vita attiva<\/strong>,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>del valore del<\/strong> <strong>dolore umano<\/strong>, da liquidarsi oltre i limiti ed i criteri indicati nelle tabelle milanesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Con la sentenza n. 18611 del 22\/09\/2015 la terza Sezione della Corte di Cassazione \u00e8 tornata a fornire chiarimenti in merito alla corretta interpretazione da attribuire ai principi stabiliti dalle note sentenze delle Sezioni Unite di San Martino del 2008 (nn. 26972-26978\/2008). 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