{"id":7297,"date":"2016-01-12T11:00:05","date_gmt":"2016-01-12T10:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=7297"},"modified":"2024-11-12T09:45:17","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:17","slug":"il-licenziamento-dopo-il-jobs-act-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/il-licenziamento-dopo-il-jobs-act-parte-prima\/","title":{"rendered":"Il licenziamento dopo il Jobs Act &#8211; parte prima"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il\u00a0<em>D.Lgs 4 marzo 2015<\/em>, <em>n. 23<\/em> \u00e8 entrato in vigore un nuovo regime di <strong>tutela in caso di<\/strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Licenziamento#Il_licenziamento_illegittimo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">licenziamento illegittimo<\/a> che trova applicazione nei confronti dei lavoratori assunti <strong><em>a decorrere dal 07.03.2015<\/em><\/strong> con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con qualifica di operaio, impiegato o quadro (<em>per l\u2019ambito di applicazione del contratto a tutele crescenti si veda l\u2019articolo pubblicato il <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/il-contratto-a-tempo-indeterminato-a-tutele-crescenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">29.07.2015<\/a>)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La disciplina in questione \u00e8 altres\u00ec applicabile nel caso:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>di conversione<\/strong>, successiva\u00a0 all&#8217;entrata\u00a0 in\u00a0 vigore\u00a0 del <em>Lgs. n.23\/2015<\/em>, di contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">in cui il\u00a0 datore\u00a0 di\u00a0 lavoro,\u00a0 in\u00a0 conseguenza\u00a0 di assunzioni a tempo indeterminato avvenute successivamente all&#8217;entrata in vigore del <em> Lgs. n. 23\/2015<\/em>, integri <strong>il requisito occupazionale<\/strong> di cui all&#8217;articolo 18, ottavo e nono comma, della legge <em>20 maggio 1970<\/em>, <em>n. 300<\/em>: ci\u00f2 anche per i lavoratori gi\u00e0 in forza alla data di entrata in vigore del <em>D.Lgs. n.23\/2015<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il D.Lgs. n.23\/15 ha previsto in via generale <strong>una tutela meramente indennitaria<\/strong> <strong>parametrata all\u2019anzianit\u00e0 di servizio<\/strong>, divenendo residuale l\u2019ipotesi della reintegrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato altres\u00ec previsto che ai licenziamenti disciplinati dal <em>D.Lgs n.23\/2015<\/em> non si applica, dal punto di vista processuale, il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Processo_del_lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rito Fornero<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo articolo affronteremo\u00a0le fattispecie del <strong>licenziamento disciplinare<\/strong> e del<strong> licenziamento per giustificato motivo oggettivo <\/strong>e la tutela in caso di <strong>vizi formali e\/o procedurali<\/strong>: nella prossima pubblicazione esamineremo il licenziamento discriminatorio e i casi di nullit\u00e0, la revoca del licenziamento, l\u2019offerta di conciliazione, le modalit\u00e0 di calcolo dell\u2019anzianit\u00e0 di servizio e le modifiche apportate alla disciplina dei licenziamenti collettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/licenziamento.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7298\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/licenziamento.jpg\" alt=\"Job concept\" width=\"427\" height=\"285\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LICENZIAMENTO DISCIPLINARE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono mutati i presupposti per intimare il licenziamento, che pu\u00f2 quindi essere disposto per un comportamento che non consente la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro (<em>cd. giusta causa<\/em>) ovvero per un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali (<em>cd. giustificato motivo soggettivo<\/em>).\u00a0<strong>Sono, invece, cambiate le conseguenze nell\u2019ipotesi in cui sia accertata l\u2019illegittimit\u00e0 del licenziamento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In via generale, la nuova norma stabilisce che, qualora non ricorrano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo, <strong>il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro<\/strong> <strong>alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un\u2019indennit\u00e0<\/strong> di importo pari a <strong><em>2 mensilit\u00e0<\/em> <\/strong>dell\u2019ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a<strong> 4<\/strong> e non superiore a<strong> <em>24 mensilit\u00e0<\/em><\/strong>. L\u2019indennit\u00e0 non costituisce imponibile previdenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giudice quindi non ha pi\u00f9 alcuna discrezionalit\u00e0 nel modulare l\u2019indennit\u00e0 tra un minimo e un massimo, dovendo limitarsi ad applicare una formula aritmetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In deroga<\/strong> alla regola generale, qualora <em>\u201csia dimostrata <strong>direttamente<\/strong> in giudizio l\u2019insussistenza del <strong>fatto materiale<\/strong> contestato al lavoratore\u201d<\/em>, <strong>il giudice annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) alla <strong>reintegrazione<\/strong> del lavoratore nel posto di lavoro;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) al pagamento di una <strong>indennit\u00e0 risarcitoria<\/strong> commisurata all\u2019ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per lo svolgimento di altre attivit\u00e0 lavorative, nonch\u00e9 quanto avrebbe potuto percepire accettando una congrua offerta di lavoro; l\u2019indennit\u00e0 non pu\u00f2 comunque essere superiore a <strong><em>12<\/em><\/strong><em> <strong>mensilit\u00e0<\/strong><\/em>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c) al versamento dei <strong>contributi previdenziali ed assistenziali<\/strong> dal giorno del licenziamento fino a quello dell\u2019effettiva reintegrazione, senza l\u2019applicazione di sanzioni per l\u2019omissione contributiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In luogo della reintegrazione, <strong>il lavoratore pu\u00f2 optare per il pagamento in proprio favore di un\u2019indennit\u00e0<\/strong>, non assoggettata a contribuzione previdenziale, pari a <strong><em>15 mensilit\u00e0<\/em><\/strong> dell\u2019ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR: il lavoratore deve effettuare tale richiesta, che determina la risoluzione del rapporto di lavoro, entro <strong>30 giorni<\/strong> dalla comunicazione del deposito della pronuncia giudiziale ovvero dall\u2019invito del datore di lavoro a riprendere servizio, se anteriore alla comunicazione della pronuncia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha destato e, verosimilmente, continuer\u00e0 a suscitare dibattiti interpretativi il concetto di <strong>fatto materiale<\/strong> <strong>rispetto alla sua distinzione dal fatto giuridico<\/strong>, gi\u00e0 propostosi dopo la riforma Fornero: per un approfondimento si veda la news del <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/la-cassazione-sulla-qualificazione-del-fatto-nel-licenziamento-disciplinare-un-messaggio-per-il-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">13.11.2015<\/a>. Altro argomento di discussione riguarda l\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Onere_della_prova\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">onere probatorio<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/licenziamento-2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7299\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/licenziamento-2.jpg\" alt=\"Changing occupation\" width=\"442\" height=\"271\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il datore di lavoro continua a dover provare l\u2019esistenza dei fatti giustificativi del recesso affinch\u00e9 ne sia dichiarata la legittimit\u00e0. Tuttavia, <strong>qualora il licenziamento risulti ingiustificato<\/strong> (<em>perch\u00e9 sproporzionato rispetto all\u2019infrazione o perch\u00e9 manchi la prova dei fatti posti a suo fondamento<\/em>) <strong>si pone il problema di individuare la sanzione applicabile<\/strong>: secondo la lettera della norma qualora il lavoratore <em>dimostri direttamente<\/em> in giudizio la non sussistenza del fatto addebitatogli (<em>a parere di alcuni addirittura senza poter far valere un fatto positivo contrario o ricorrere alle presunzioni<\/em>) avrebbe diritto alla <a href=\"http:\/\/www.wikilabour.it\/reintegrazione.ashx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">tutela reintegratoria<\/a>; diversamente il datore di lavoro resterebbe esposto solo al pagamento dell\u2019indennit\u00e0 risarcitoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Depone in tal senso quanto riportato nel<\/strong><strong>la relazione illustrativa presentata dal Governo dove si legge che<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>fermo restando l\u2019onere della prova a carico del datore di lavoro rispetto alla legittimit\u00e0 del motivo addotto per il licenziamento, l\u2019onere della prova rispetto alla insussistenza del fatto materiale contestato \u00e8 in capo al lavoratore<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale soluzione ha spinto parte della dottrina a dissentire da quella che \u00e8 l\u2019interpretazione letterale, argomentando che la nuova norma non costituisce una deroga implicita alla regola generale enunciata dall\u2019art. <em>5 <\/em><em>L<\/em><em>. 15.07.1966<\/em>, <em>n. 604<\/em>, per cui <strong>l\u2019onere della prova della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo spetta sempre in capo al datore di lavoro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si segnala che con riferimento alle <strong>imprese di piccole dimensioni<\/strong> (<em>art. 18, comma 8 L. 20.05.1970, n. 300: non pi\u00f9 di 15 dipendenti, ovvero non pi\u00f9 di 5 se si tratta di imprenditore agricolo, nell\u2019unit\u00e0 produttiva o nel medesimo comune oppure non pi\u00f9 di 60 dipendenti nel territorio nazionale<\/em>) <strong>trova applicazione<\/strong> <strong>esclusivamente la disciplina generale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguentemente, in caso di illegittimit\u00e0 del licenziamento, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data\u00a0 del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di una indennit\u00e0 in misura ridotta pari ad <strong><em>1 mensilit\u00e0<\/em><\/strong> (<em>anzich\u00e9 2<\/em>) dell\u2019ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, comunque non inferiore a <strong>2<\/strong> (<em>anzich\u00e9 4<\/em>) e non superiore a <strong>6<\/strong> (<em>anzich\u00e9 24<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In caso di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Licenziamento#Il_licenziamento_illegittimo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">illegittimit\u00e0 del licenziamento<\/a> si applica la regola generale con la conseguenza che il lavoratore ha diritto unicamente all\u2019indennizzo economico previsto per il licenziamento disciplinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stata pertanto definitivamente superata la possibilit\u00e0 della reintegrazione di cui all\u2019art. 18 dello <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Statuto_dei_lavoratori\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Statuto dei Lavoratori <\/a>nell\u2019ipotesi in cui si <em>accerti la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Novit\u00e0 di assoluto rilievo<\/strong> \u00e8 che per tali licenziamenti non dovr\u00e0 pi\u00f9 essere proposta la procedura preventiva di conciliazione che era stata introdotta dalla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Processo_del_lavoro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">riforma Fornero<\/a> all\u2019art. <em>7 L<\/em><em>. 15.07.1966, n. 604<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/LICENZIAMENTO-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7300\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/LICENZIAMENTO-3.jpg\" alt=\"male job search\" width=\"402\" height=\"257\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>LICENZIAMENTO AFFETTO DA VIZI PROCEDURALI E FORMALI DIVERSI DALLA MANCANZA DI FORMA SCRITTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora il licenziamento sia stato intimato senza esplicitazione della motivazione oppure in violazione della procedura di contestazione disciplinare, il giudice dichiara <strong>estinto<\/strong> il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un\u2019<strong>indennit\u00e0<\/strong> non assoggettata a contribuzione di importo pari a <strong><em>1 mensilit\u00e0<\/em> <\/strong>dell\u2019ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a<strong> 2<\/strong> e non superiore a<strong> <em>12 mensilit\u00e0<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per le piccole imprese<\/strong> l\u2019indennit\u00e0 \u00e8 pari a <strong><em>mezza mensilit\u00e0<\/em><\/strong> dell\u2019ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio e comunque non pu\u00f2 essere inferiore a <strong>1 <\/strong>e superiore a <strong><em>6 mensilit\u00e0<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Con il\u00a0D.Lgs 4 marzo 2015, n. 23 \u00e8 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