{"id":7852,"date":"2016-09-16T10:52:55","date_gmt":"2016-09-16T08:52:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=7852"},"modified":"2024-11-12T09:45:10","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:10","slug":"referendum-costituzionale-votiamo-si-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/referendum-costituzionale-votiamo-si-o-no\/","title":{"rendered":"Referendum costituzionale: votiamo s\u00ec o no?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il prossimo autunno avr\u00e0 luogo il tanto atteso <strong>referendum popolare<\/strong> in cui i cittadini saranno chiamati ad esprimere il proprio assenso o dissenso alla riforma costituzionale, definitivamente approvata dal Parlamento in data <em>12.04.2016<\/em> e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il successivo <em>15.04.2016<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il dibattito sui mezzi di informazione \u00e8 molto acceso<\/strong>, con importanti esperti di diritto costituzionale, titolari di cattedre nelle principali universit\u00e0 italiane, che si sono schierati a favore o contro la riforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo avere ospitato la scorsa settimana un <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/dibattito-sul-referendum-costituzionale-pro-e-contro-la-riforma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dibattito sul tema<\/a><\/strong>, in cui sono state egregiamente illustrate le ragioni di entrambi i fronti <strong>con due noti professori dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/strong>, riteniamo opportuno fornire un breve riepilogo della situazione, riportando quanto emerso e cercando di rispondere alle domande che comunemente ciascun individuo chiamato al voto si \u00e8 posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7854 \" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Fotolia_119930346_XS.jpg\" alt=\"Referendum costituzionale: votiamo s\u00ec o no?\" width=\"302\" height=\"302\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCHE&#8217; E&#8217; STATO DISPOSTO IL REFERENDUM?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma pubblicata in data <em>15.04.2016<\/em> ha ad oggetto modifiche della <strong>nostra Costituzione, che viene comunemente definita \u201crigida\u201d<\/strong> in contrapposizione a quelle carte costituzionali dette <strong>\u201cflessibili\u201d<\/strong>. Ci\u00f2 in quanto, stabilendo i fondamenti dello Stato ed i diritti inviolabili di ogni individuo, per addivenire ad una sua modifica \u00e8 necessario un procedimento legislativo \u201caggravato\u201d, ovvero pi\u00f9 complesso rispetto a quello con cui vengono approvate le leggi \u201cordinarie\u201d di rango non costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sensi dell\u2019<em>art 138 Cost<\/em>. <strong>le leggi di revisione della Costituzione devono essere approvate dalla Camera dei deputati e dal Senato<\/strong> con due deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi ed a maggioranza assoluta di entrambi i componenti, vale a dire la met\u00e0 pi\u00f9 uno dei membri di ciascuna delle due assemblee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ove tali deliberazioni avvengano addirittura con una maggioranza parlamentare di 2\/3 degli aventi diritto al voto in ciascuna delle due camere, la legge che modifica la Costituzione pu\u00f2 entrare in vigore, previa sua promulgazione e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrimenti, l\u2019<em>art 138 Cost.<\/em> prevede che la legge di revisione costituzionale possa essere sottoposta a <strong>referendum popolare<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli italiani, dunque, sono chiamati ad esprimere il proprio assenso alle modifiche della Costituzione perch\u00e9 tanto il Senato quanto la Camera dei deputati hanno approvato il testo legislativo con la sola maggioranza assoluta ed \u00e8 stata quindi presentata richiesta di referendum da esponenti dello stesso Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spetta quindi ai cittadini l\u2019ultima parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>QUALI NOVITA&#8217; POTREBBE PORTARE LA RIFORMA?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le principali novit\u00e0 sono due:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. <strong>riforma del Senato<\/strong> per quanto attiene alla sua composizione ed al suo nuovo ruolo nell\u2019attivit\u00e0 di legislazione del Parlamento;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. <strong>redistribuzione delle competenze legislative tra Stato e Regioni<\/strong>, con ulteriore modifica dell\u2019art 117 Cost. gi\u00e0 revisionato nel 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA RIFORMA DEL SENATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La legge di revisione costituzionale prevede la riduzione a 100 unit\u00e0 del numero dei senatori<\/strong>, non pi\u00f9 eletti direttamente dai cittadini: <strong>5 verrebbero scelti dal Presidente della Repubblica<\/strong> con mandato settennale e senza possibilit\u00e0 di rielezione; i restanti <strong>95 proverrebbero dai Consigli regionali<\/strong>, nella misura di uno per ciascuno tra i Sindaci dei Comuni dei rispettivi territori e con durata del mandato coincidente con quella degli organi territoriali che li hanno eletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al nuovo ruolo delineato per il Senato nell\u2019attivit\u00e0 di legislazione, sui principali mezzi di informazione si afferma che la riforma costituzionale <strong>porr\u00e0 fine al cosiddetto \u201cbicameralismo perfetto\u201d<\/strong>, fenomeno istituzionale che pu\u00f2 avere luogo nei Parlamenti costituiti da due camere. Quando il bicameralismo \u00e8 perfetto, come nel caso italiano, ciascuna delle due assemblee deve approvare il medesimo testo di legge affinch\u00e9 possa entrare in vigore. Ove ci\u00f2 non accada, questo continua ad essere riproposto da una camera all\u2019altra fino a quando entrambe non siano totalmente d\u2019accordo sul contenuto finale, dando luogo alle c.d. \u201cnavette\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con la riforma costituzionale ci\u00f2 non avverrebbe pi\u00f9<\/strong>, in quanto le leggi verrebbero approvate dalla sola Camera dei deputati ed il Senato avrebbe unicamente la possibilit\u00e0 di proporre modifiche che, una volta esaminate, potrebbero essere rigettate con un voto dei deputati a maggioranza semplice (vale a dire la met\u00e0 pi\u00f9 uno dei presenti). A tale sistema si derogherebbe solo in alcuni casi particolari, per la delicatezza delle materie trattate, come per le leggi di revisione costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe quindi solo la Camera dei deputati a votare la fiducia al Governo, in quanto assemblea politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA REDISTRIBUZIONE DELLE COMPETENZE LEGISLATIVE TRA STATO E REGIONI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La riforma costituzionale<\/strong> prevede anche la modifica dell\u2019<em>art 117 Cost<\/em>., che gi\u00e0 nel <em>2001<\/em>, nell\u2019ambito di una pi\u00f9 generale riforma del titolo V della Costituzione, era stato completamente riscritto, stabilendo, unitamente ad una competenza concorrente Stato-Regioni, quella esclusiva di ciascuno in specifiche materie espressamente indicate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la riforma non sussisterebbe pi\u00f9 alcuna competenza concorrente e quindi quel meccanismo per cui, per alcune materie, il legislatore statale deve predisporre i principi generali e quello regionale le norme di attuazione nei limiti dei predetti principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuno dovrebbe quindi legiferare solo nelle materie spettanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma assegna allo Stato quasi tutte le materie precedentemente di competenza concorrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene inoltre introdotta la cosiddetta <strong>\u201cclausola di supremazia\u201d<\/strong>, con cui il Governo potrebbe presentare in Parlamento una proposta legislativa statale in materie di competenza esclusiva regionale qualora ci\u00f2 venga ritenuto necessario per l\u2019unit\u00e0 giuridica o economica della Repubblica ovvero per la tutela di un interesse di rilievo nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7855\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Fotolia_119252545_XS.jpg\" alt=\"Referendum costituzionale: votiamo s\u00ec o no?\" width=\"263\" height=\"237\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCHE&#8217; VOTARE SI&#8217;?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco le principali argomentazioni presentate dal fronte del s\u00ec:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>questa riforma<\/strong>, per quanto imperfetta con necessit\u00e0 di successivi interventi legislativi, <strong>permetterebbe l\u2019approvazione delle leggi in tempi pi\u00f9 brevi<\/strong>, rendendo il procedimento di legislazione pi\u00f9 snello cos\u00ec da porre fine al problema delle \u201cnavette\u201d, causa di continui ritardi per cui l\u2019Italia \u00e8 stata pi\u00f9 volte sottoposta alla procedura di infrazione dell\u2019Unione Europea;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la riduzione del numero dei senatori di 220 unit\u00e0 porterebbe ad un importante risparmio della spesa pubblica<\/strong>, soprattutto in un momento storico carico di scandali e sprechi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PERCHE&#8217; VOTARE NO?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riportiamo le principali argomentazioni del fronte del no:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>la riforma \u00e8 imperfetta<\/strong>, presentando una disciplina poco intellegibile in alcuni punti e che potrebbe quindi presentare problemi di applicazione. Ad esempio, cosa si intende per \u201cunit\u00e0 giuridica o economica\u201d, presupposto per la \u201cClausola di supremazia\u201d?<\/li>\n<li><strong>il Senato poteva essere definitivamente abolito<\/strong>, comportando solo in questa ipotesi un vero risparmio di spesa (opinione condivisa solo da una parte dei sostenitori del \u201cno\u201d);<\/li>\n<li><strong>depotenziare il Senato nella prospettiva di eliminarlo rappresenterebbe un grave pericolo per la democrazia<\/strong>, sussistendo meno contrappesi e bilanciamenti al Governo ed alla sua maggioranza parlamentare;<\/li>\n<li><strong>rappresenterebbe una contraddizione intendere i senatori di provenienza regionale come i portavoce delle istanze locali<\/strong>, dal momento che questi non potrebbero votare la fiducia al Governo;<\/li>\n<li><strong>la nuova redistribuzione delle competenze legislative tra Stato e Regioni depotenzierebbe l\u2019autonomia di queste ultime<\/strong>, facendo un evidente passo indietro rispetto alla riforma del titolo V della Costituzione realizzata con la legge n. 3\/2001, con cui sembrava si fosse aperta una nuova fase storica nell\u2019ottica del federalismo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 chiara l\u2019importanza della riforma<\/strong>, comportando una modifica della nostra carta costituzionale, che in un paese da sempre politicamente e socialmente fragile rappresenta la pi\u00f9 grossa garanzia di democrazia e di tutela dei diritti fondamentali di ognuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto gli argomenti del <strong>fronte del s\u00ec<\/strong> quanto quelli del<strong> fronte del no<\/strong> sembrano degni di considerazione e condivisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro paese \u00e8 stato molte volte caratterizzato da apprezzabili riforme che nella loro iniziale presentazione risultavano imperfette, rendendo poi necessari successivi interventi del legislatore nel corso degli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bisogna allora capire se questa sia una riforma<\/strong> che, in quanto riconosciuta imperfetta da entrambi i fronti, <strong>possa eventualmente essere perfezionata nei prossimi anni<\/strong> o se, data l\u2019importanza dei cambiamenti proposti, <strong>sia troppo pericoloso affidarsi alla politica degli anni futuri per colmare le lacune o eventualmente per potere tornare indietro<\/strong>, qualora venga appurata l\u2019inadeguatezza delle modifiche apportate alla nostra Costituzione rispetto al tessuto socio-politico italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Agli elettori la scelta, ai posteri l\u2019ardua sentenza.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/newsletter\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Newsletter<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo autunno avr\u00e0 luogo il tanto atteso referendum popolare in cui i cittadini saranno chiamati ad esprimere il proprio assenso o dissenso alla riforma costituzionale, definitivamente approvata dal Parlamento in data 12.04.2016 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il successivo 15.04.2016. 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