{"id":8051,"date":"2016-12-02T13:36:31","date_gmt":"2016-12-02T12:36:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=8051"},"modified":"2024-11-12T09:45:08","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:08","slug":"la-cessazione-dellattivita-non-esclude-gli-obblighi-comunicazione-nella-procedura-licenziamento-collettivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/la-cessazione-dellattivita-non-esclude-gli-obblighi-comunicazione-nella-procedura-licenziamento-collettivo\/","title":{"rendered":"La cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 non esclude gli obblighi di comunicazione nella procedura di licenziamento collettivo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Con la sentenza n. 23736, depositata il 22.11.2016, la Corte di Cassazione ha affermato <strong>il principio secondo cui anche le aziende che ricorrono alla procedura dei licenziamenti collettivi per cessazione dell\u2019attivit\u00e0 devono osservare tutti gli obblighi previsti dalla L. n. 223\/1991.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In caso di chiusura,<\/strong> con conseguente licenziamento di tutti i lavoratori, il<strong> mancato ovvero l\u2019intempestivo invio da parte dell\u2019impresa della comunicazione prevista dall\u2019art. 4 comma 9 L. n. 223\/1991 comporta l\u2019illegittimit\u00e0 del licenziamento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ricorda che il predetto art. 4 (come novellato dall\u2019art. 1 comma 4 L. n. 92\/2012) dispone, al comma 9, che <strong>il datore di lavoro che ricorre alla procedura di licenziamento collettivo ha l\u2019obbligo di comunicare per iscritto agli Enti competenti nonch\u00e9 alle organizzazioni sindacali,<\/strong> entro il termine di sette giorni dal recesso operato, l\u2019elenco dei lavoratori in esubero ed i criteri di scelta applicati e, al comma 12, stabilisce altres\u00ec quale sanzione l\u2019inefficacia delle comunicazioni <strong>\u201c<em>effettuate senza l\u2019osservanza della forma scritta e delle procedure previste dal presente articolo<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8052\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Fotolia_94173250_XS.jpg\" alt=\"LA CESSAZIONE DELL\u2019ATTIVITA\u2019 NON ESCLUEDE GLI OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE NELLA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO \" width=\"515\" height=\"233\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la pronuncia in questione la Corte di Cassazione ha precisato che se \u00e8 pur vero che la scelta di cessare l\u2019attivit\u00e0 costituisce un \u201c<em>esercizio incensurabile della libert\u00e0 di impresa garantita dall\u2019art. 41 Cost<\/em>.\u201d, il rispetto dei termini previsti dalla procedura e l\u2019obbligo di comunicare i motivi della scelta hanno comunque <strong>la funzione di consentire il controllo sindacale sulla effettivit\u00e0 delle scelta adottata e di assicurare ai lavoratori la tutela previdenziale e sociale a cui gli stessi hanno diritto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, <strong>se l\u2019impresa, pur cessata, non ha correttamente adempiuto all\u2019obbligo di comunicazione<\/strong> di cui al comma 9 dell\u2019art.4 L. n.223\/1991, <strong>il lavoratore pu\u00f2 validamente contestare la legittimit\u00e0 del licenziamento,<\/strong> a nulla rilevando il fatto che, ad esempio, non vi sia stata concretamente una violazione dei criteri di scelta che nella fattispecie esaminata dalla Cassazione, non era nemmeno potenziale, posto e considerato che tutti i dipendenti erano stati licenziati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sentenza citata offre anche lo spunto per un <strong>breve memo<\/strong> <strong>su quelle che sono le novit\u00e0 principali che interverranno dal prossimo mese di gennaio<\/strong> nell\u2019ambito dei licenziamenti collettivi con specifico riferimento agli aspetti contributivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come noto, dal 1\u00b0 gennaio 2017 saranno definitivamente abrogate le disposizioni relative alla mobilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla predetta data <strong>non sar\u00e0 quindi pi\u00f9 dovuto il contributo d&#8217;ingresso alla mobilit\u00e0 per i datori di lavoro soggetti alla cassa integrazione guadagni straordinaria<\/strong> (CIGS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tale contributo sar\u00e0,<\/strong> infatti, <strong>sostituito dal versamento,<\/strong> a recessi avvenuti, <strong>dal c.d. ticket di licenziamento, volto al finanziamento della NASPI:<\/strong>\u00a0 il datore di lavoro dovr\u00e0, infatti, versare, per ogni lavoratore licenziato, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di <strong>NASPI<\/strong> per ogni dodici mesi di anzianit\u00e0 aziendale negli ultimi tre anni; <strong>nei casi di licenziamento collettivo in cui la dichiarazione di eccedenza del personale non abbia formato oggetto di accordo sindacale, il ticket di licenziamento sar\u00e0 triplicato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 opportuno rammentare che <strong>l\u2019anzidetta modifica del contributo di finanziamento \u00e8,<\/strong> di fatto, <strong>correlata alla diversa tutela economica di sostegno al reddito consistente nel passaggio dall&#8217;indennit\u00e0 di mobilit\u00e0 all&#8217;indennit\u00e0 NASPI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/newsletter\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Newsletter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la sentenza n. 23736, depositata il 22.11.2016, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo cui anche le aziende che ricorrono alla procedura dei licenziamenti collettivi per cessazione dell\u2019attivit\u00e0 devono osservare tutti gli obblighi previsti dalla L. n. 223\/1991. 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