{"id":8063,"date":"2016-12-09T12:08:00","date_gmt":"2016-12-09T11:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=8063"},"modified":"2024-11-12T09:45:08","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:08","slug":"concorrenza-sleale-denigratoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/concorrenza-sleale-denigratoria\/","title":{"rendered":"Concorrenza sleale denigratoria: quando?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni casi, <strong>gli attacchi che un imprenditore subisce da parte di altri imprenditori con lui in concorrenza<\/strong> possono essere leciti e rientrare nelle normali <strong>regole di concorrenza<\/strong>; altre volte, invece, <strong>possono essere illeciti e dannosi,<\/strong> potendosi qualificare quali forme di concorrenza sleale ai sensi dell\u2019art. 2598 c.c..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte di Cassazione, con la recentissima pronuncia del 31 ottobre 2016, n. 22042, riguardante <strong>le condotte poste in essere dal colosso della grande distribuzione Esselunga,<\/strong> e pi\u00f9 precisamente da parte di Bernardo Caprotti, <strong>in danno a Coop Estense,<\/strong> ha fatto chiarezza sulla <strong>concorrenza sleale c.d. <em>denigratoria<\/em>,<\/strong> che si verifica, ai sensi dell\u2019art. 2598, n.2 c.c., allorch\u00e9 un imprenditore <strong><em>\u201cdiffonde notizie e apprezzamenti negativi sui prodotti o sull\u2019attivit\u00e0 di un concorrente<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vicenda esaminata dai Giudici della Suprema Corte trae origine dalla pubblicazione del libro <strong>\u201c<em>Falce e Carrello &#8211; le mani sulla spesa degli italiani<\/em>\u201d<\/strong> scritto da Bernardi Caprotti appunto, e <strong>riguardante le modalit\u00e0 di concorrenza tra imprese cooperative e imprese lucrative<\/strong> <strong>ed il regime fiscale agevolato di cui le prime beneficiano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8064\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Fotolia_65484451_XS.jpg\" alt=\"Concorrenza sleale denigratoria: quando?\" width=\"405\" height=\"297\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Giudici di primo grado e della Corte d\u2019Appello, ravvisando nel libro non un\u2019opera o inchiesta giornalistica, ma un\u2019opera artistico letteraria, in cui prevale l\u2019affermazione di ideali e valori che l\u2019autore intende trasmettere, hanno ritenuto applicabile l\u2019esimente dell\u2019esercizio del diritto di critica e della libera manifestazione del pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i Giudici della Suprema Corte di Cassazione, invece, l\u2019erronea qualificazione del libro alla stregua di un\u2019opera letteraria, in luogo di quella giornalistica, ha indotto i Giudici milanesi a trascurare una verifica puntuale del rispetto dei canoni espositivi ed alle espressioni utilizzate dall\u2019imprenditore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualificando, quindi, l\u2019opera in esame alla stregua dell\u2019opera giornalistica, attese le espressioni ivi utilizzate, \u00e8 stato ravvisato l\u2019intento denigratorio dell\u2019autore, valutato, quindi, ai sensi dell\u2019art. 2598 n. 2 c.c..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio con riferimento alla fattispecie della <strong>concorrenza sleale denigratoria,<\/strong> i Giudici della Suprema Corte, premettendo che l\u2019illecito concorrenziale di cui all\u2019art. 2598 n. 2 c.c. <strong>\u201c<\/strong><em><strong>non si perfeziona necessariamente attraverso la produzione di un pregiudizio attuale al patrimonio del soggetto concorrente,<\/strong> <strong>essendo sufficiente anche il pericolo di un danno concorrenziale<\/strong><\/em>\u201d, hanno effettuato un importante chiarimento anche in ordine alla condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precisamente: \u201c\u2026 <em>ai fini della configurabilit\u00e0 della concorrenza sleale per denigrazione, <strong>le notizie e gli apprezzamenti diffusi tra il pubblico non devono necessariamente riguardare i prodotti dell\u2019impresa concorrente<\/strong> <strong>ma<\/strong> possono avere ad oggetto <strong>anche circostanze od opinioni inerenti in generale l\u2019attivit\u00e0 di quest\u2019ultima, la sua organizzazione o il modo di agire dell\u2019imprenditore<\/strong> nell\u2019ambito professionale\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i Giudici della Corte di Cassazione, quindi, <strong>la fattispecie<\/strong> della concorrenza sleale denigratoria <strong>sussiste<\/strong> <strong>non solo in presenza di diffusione tra il pubblico di notizie scorrette sui prodotti<\/strong> dell\u2019imprenditore concorrente, <strong>ma anche e<\/strong> <strong>ogni volta che si tenta di screditare, in generale, l\u2019attivit\u00e0, l\u2019organizzazione e il modo di agire dell\u2019imprenditore concorrente<\/strong> con notizie che possano ripercuotersi negativamente sulla considerazione dell\u2019impresa presso i consumatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/newsletter\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Newsletter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In alcuni casi, gli attacchi che un imprenditore subisce da parte di altri imprenditori con lui in concorrenza possono essere leciti e rientrare nelle normali regole di concorrenza; 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