{"id":8537,"date":"2017-06-30T12:15:14","date_gmt":"2017-06-30T10:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=8537"},"modified":"2024-11-12T09:45:02","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:02","slug":"trasferimento-della-societa-allestero-quale-giudice-competente-decidere-sul-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/trasferimento-della-societa-allestero-quale-giudice-competente-decidere-sul-fallimento\/","title":{"rendered":"Trasferimento della societ\u00e0 all&#8217;estero: quale il Giudice competente a decidere sul fallimento?"},"content":{"rendered":"<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">In caso di <strong>procedure di insolvenza transfrontaliere<\/strong>, l&#8217;art. 3 del Regolamento CE n. 1346 del 2000 stabilisce che: \u201c<i>Sono competenti ad aprire la procedura d&#8217;insolvenza <strong>i giudici dello Stato membro<\/strong> nel cui territorio \u00e8 situato il centro degli interessi principali del debitore. Per le societ\u00e0 e le persone giuridiche si presume che il centro degli interessi sia, fino a prova contraria, il luogo in cui si trova la sede statutaria<\/i>\u201d.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">Nel caso di societ\u00e0, quindi, <b>la giurisdizione competente si determina in relazione al centro degli interessi della societ\u00e0<\/b> che, sulla base di una presunzione, viene fatto coincidere con il <b>luogo in cui la societ\u00e0 ha sede.<\/b><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">La prima sezione civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7470 del 23.03.2017, ha affrontato la questione relativa alla giurisdizione del Giudice italiano, <strong>in caso di fallimento<\/strong>, a seguito del trasferimento di una societ\u00e0 italiana all&#8217;estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda esaminata dai giudici della Suprema Corte trae origine da una decisione del Tribunale di Napoli che ha dichiarato <strong>il fallimento di\u00a0 una societ\u00e0<\/strong> di Casoria, poi trasferitasi a Londra, ritenendo sussistente la giurisdizione del giudice italiano in considerazione del fatto che <strong>la societ\u00e0 aveva trasferito la sede all&#8217;estero<\/strong> quando il suo stato d&#8217;insolvenza era del tutto palese. Il trasferimento, dunque, secondo il giudice di prime cure avrebbe avuto natura<strong> fraudolenta e fittizia.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8538\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/news-ff-gg-lavoro.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pronuncia ha trovato conferma anche in secondo grado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Giudici della Corte d&#8217;Appello hanno, infatti, concluso per la natura fittizia del trasferimento, con riconoscimento della giurisdizione del giudice italiano, sulla base di una <strong>valutazione complessiva degli elementi probatori <\/strong>che hanno fatto si che potesse ritenersi <strong>superata la presunzione della coincidenza del centro d&#8217;interessi con la sede legale della societ\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Corte territoriale decisivo \u00e8 stato il fatto che la sede legale londinese coincidesse con un mero recapito postale presso il quale risultavano ubicate altre migliaia di societ\u00e0, oltre alla discontinuit\u00e0 rispetto all&#8217;attivit\u00e0 svolta in Italia, all&#8217;assenza di legami dei soci con lo stato straniero e, non da ultimo, il conclamato stato d&#8217;insolvenza anteriore al trasferimento.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">Avverso tale decisione, la societ\u00e0 ha proposto ricorso per Cassazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8539\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Fotolia_133616017_S.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"256\" \/><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">La questione relativa al difetto di giurisdizione del giudice italiano \u00e8 stata assegnata ai Giudici della prima sezione civile, i quali, confermando, anch&#8217;essi, la pronuncia della Corte d&#8217;Appello, hanno individuato degli <strong>indici probatori<\/strong> in presenza dei quali si pu\u00f2 ritenere superata la presunzione della coincidenza del centro degli interessi con la sede effettiva della societ\u00e0 trasferita di cui all&#8217;art. 3 del regolamento CE 1346 del 2000.<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Tali sono:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la mancata prosecuzione<\/strong>, dopo il trasferimento all&#8217;estero, <strong>della medesima attivit\u00e0 precedentemente svolta in Italia<\/strong>, con ci\u00f2 realizzando una discontinuit\u00e0 aziendale;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>l&#8217;assenza di significativi collegamenti<\/strong> dell&#8217;organo amministrativo o di chi ha maggiormente operato nell&#8217;impresa con l&#8217;estero;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>la realizzazione del trasferimento<\/strong> mediante un atto meramente formale, senza che sia avvenuto un concreto trasferimento dell&#8217;attivit\u00e0;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>il mancato trasferimento all&#8217;estero<\/strong> del centro dell&#8217;attivit\u00e0 direttiva, amministrativa e organizzativa dell&#8217;impresa.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">La pronuncia dei Giudici della Suprema Corte di Cassazione ha, quindi, chiarito che, in presenza delle suddette circostanze, indipendentemente dalla sede statutaria cui fa riferimento l&#8217;art. 3 del Regolamento CE n. 1346 del 2000 per determinare il centro di interessi, competente a decidere sul fallimento della societ\u00e0 italiana trasferita all&#8217;estero sar\u00e0 il <strong>Giudice italiano<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/newsletter\/\">Newsletter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In caso di procedure di insolvenza transfrontaliere, l&#8217;art. 3 del Regolamento CE n. 1346 del 2000 stabilisce che: \u201cSono competenti ad aprire la procedura d&#8217;insolvenza i giudici dello Stato membro nel cui territorio \u00e8 situato il centro degli interessi principali del debitore. 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