{"id":8577,"date":"2017-07-31T12:03:48","date_gmt":"2017-07-31T10:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=8577"},"modified":"2024-11-12T09:45:02","modified_gmt":"2024-11-12T08:45:02","slug":"cartella-clinica-incompleta-la-colpa-del-medico-si-presume","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/cartella-clinica-incompleta-la-colpa-del-medico-si-presume\/","title":{"rendered":"Cartella clinica incompleta: la colpa del medico si presume"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se la<\/strong> <strong>cartella clinica del paziente \u00e8 incompleta<\/strong>, il paziente danneggiato pu\u00f2 ricorrere a presunzioni per provare il nesso di causalit\u00e0 delle lesioni con la condotta del medico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo il principio affermato dal Tribunale di Palermo, con la sentenza n. 63612 del 5 luglio scorso, in relazione <strong>al caso di un neonato che aveva patito un&#8217;asfissia prenatale e che aveva cos\u00ec riportato danni permanenti, quali encefalopatia, epilessia e paralisi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i genitori del bimbo, che hanno convenuto in giudizio l\u2019azienda sanitaria, i medici non si erano tempestivamente accorti delle problematiche in atto, ritardando il parto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La\u00a0cartella clinica,<\/strong> peraltro, <strong>era stata redatta con approssimazione<\/strong>, non riportando, salvo la diagnosi, n\u00e9 i controlli eseguiti sulla gestante, n\u00e9 le condizioni del neonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In assenza di dati documentali concernenti pregresse anomalie della gestante, difetti genetici del feto o cause naturali del danno cerebrale, il Tribunale ha ritenuto dimostrato il nesso causale tra l&#8217;omissione sanitaria e il danno provocato da questa, atteso che tale prova pu\u00f2 dirsi raggiunta se \u201c<em>da un lato non vi sia certezza che il danno cerebrale patito dal neonato sia derivato da cause naturali o genetiche e, dall&#8217;altro, appaia pi\u00f9 probabile che non che un tempestivo o diverso intervento da parte del medico avrebbe evitato il danno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8578\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foto-2-monica.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fornita tale prova sarebbe stato onere dell\u2019azienda sanitaria provare la scusabilit\u00e0 della propria condotta; tuttavia, <strong>le informazioni annotate nella cartella clinica erano tanto scarse da non consentire la dimostrazione dell\u2019esatta esecuzione della prestazione sanitaria<\/strong> (con corretta vigilanza e monitoraggio sulla paziente e con tempestiva esecuzione di taglio cesareo in condizione di insorta sofferenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tribunale di Palermo ha quindi ribadito i principi espressi, in tema di responsabilit\u00e0 medica, dalla Suprema Corte, rammentando che \u201c<em>la difettosa tenuta della cartella clinica da parte dei sanitari non pu\u00f2 pregiudicare sul piano probatorio il paziente, cui anzi, in ossequio al principio di <strong>vicinanza della prova<\/strong>, \u00e8 dato ricorrere a presunzioni se sia impossibile la prova diretta a causa del comportamento della parte contro la quale doveva dimostrarsi il fatto invocato<\/em> (Cass. civ., sez. III, n. 6209 del 31 marzo 2016)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Principi questi validi non solo ai fini dell&#8217;accertamento dell&#8217;eventuale colpa del sanitario, ma anche per l&#8217;individuazione del nesso eziologico tra la condotta contestata e le conseguenze dannose sub\u00ecte dal paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/newsletter\/\">Newsletter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la cartella clinica del paziente \u00e8 incompleta, il paziente danneggiato pu\u00f2 ricorrere a presunzioni per provare il nesso di causalit\u00e0 delle lesioni con la condotta del medico. 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