{"id":9248,"date":"2018-05-10T11:51:55","date_gmt":"2018-05-10T09:51:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=9248"},"modified":"2024-11-12T09:43:25","modified_gmt":"2024-11-12T08:43:25","slug":"la-cassazione-torna-sul-tema-dei-gravi-vizi-difetti-costruttivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/la-cassazione-torna-sul-tema-dei-gravi-vizi-difetti-costruttivi\/","title":{"rendered":"La Cassazione torna sul tema dei gravi vizi e difetti costruttivi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Corte di Cassazione, con la <strong>sentenza n. 10048\/2018,<\/strong> si \u00e8 pronunciata sul tema dei <strong>vizi costruttivi <\/strong>che si manifestano negli <strong>immobili successivamente alla loro costruzione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali vizi, secondo l\u2019art. <strong>1669 c.c.<\/strong>, devono essere denunciati entro un anno dalla loro scoperta e la <strong>responsabilit\u00e0<\/strong> pu\u00f2 essere fatta valere <strong>nei confronti dell\u2019appaltatore e del venditore-costruttore<\/strong>, che abbia partecipato alla costruzione dell\u2019immobile mantenendo autonomia decisionale e supervisionando l\u2019attivit\u00e0 degli altri soggetti incaricati dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2008, il Tribunale di Milano aveva accolto la richiesta di <strong>risarcimento dei danni<\/strong> <strong>proposta dal condominio<\/strong> nei confronti del venditore, dell&#8217;appaltatore, del direttore dei lavori e del progettista per difetti e vizi dell\u2019immobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, nel 2012, la Corte d&#8217;Appello di Milano, seguendo la giurisprudenza maggioritaria, aveva ritenuto, invece, che le diffuse cavillature superficiali dell\u2019edificio non potevano essere considerate gravi difetti costruttivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Suprema Corte, chiamata a decidere, \u00e8 tornata cos\u00ec ad affrontare l&#8217;argomento dei <strong>vizi costruttivi che incidono sulla conservazione e funzionalit\u00e0 di un immobile<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il condominio, infatti, sosteneva che anche le fessurazioni delle facciate fossero <strong>gravi vizi<\/strong> e che fossero una delle cause dei rigonfiamenti degli intonaci e delle infiltrazioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9249\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/news-ac-1-2024x427.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cassazione \u2013 richiamando la recente sentenza delle <strong>Sezioni Unite (n. 7756\/2017)<\/strong> in merito ai <strong>gravi vizi<\/strong> <strong>e difetti dell\u2019opera<\/strong>, che possono essere anche quelli afferenti a parti secondarie e accessorie (come le impermeabilizzazioni o i rivestimenti), purch\u00e8 compromettano la funzionalit\u00e0 globale e l&#8217;utilizzazione dell&#8217;immobile \u2013 ha ritenuto accoglibile il motivo di impugnazione, e, pertanto, errata la decisione della Corte d&#8217;Appello di Milano che, basandosi su una giurisprudenza ormai superata, aveva reputato che le cavillature incidessero solo sul decoro e sull&#8217;aspetto estetico dell\u2019edificio e, quindi, non fossero gravi difetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, la Cassazione ha ritenuto, invece, che le <strong>diffuse cavillature sulle facciate dell&#8217;immobile <\/strong>sono da considerarsi <strong>gravi<\/strong> <strong>vizi ai sensi dell&#8217;art. 1669 c.c.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con ci\u00f2, chiarendo che, proprio sulla scorta di tale precedente giurisprudenziale, i <strong>vizi che riguardano i rivestimenti, compreso l&#8217;intonaco<\/strong>, ritenuti parti secondarie e accessorie dell&#8217;edificio, sebbene siano eliminabili con opere di manutenzione anche solo ordinaria e non danneggino altri elementi strutturali, devono essere considerati in grado di compromettere la funzionalit\u00e0 e la normale utilizzazione dell\u2019immobile e, pertanto, sono da ritenersi <strong>gravi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2, anche alla luce della sempre maggiore importanza che il decoro architettonico degli edifici riveste ai fini del loro godimento e della loro commerciabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Data l&#8217;attualit\u00e0 e l\u2019importanza dell&#8217;argomento, si attendono, quindi, ulteriori sviluppi del tema.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/newsletter\/\">Newsletter<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10048\/2018, si \u00e8 pronunciata sul tema dei vizi costruttivi che si manifestano negli immobili successivamente alla loro costruzione. 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