{"id":9731,"date":"2018-12-19T12:45:09","date_gmt":"2018-12-19T11:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/?p=9731"},"modified":"2024-11-12T09:43:19","modified_gmt":"2024-11-12T08:43:19","slug":"malattie-frequenti-no-al-licenziamento-per-scarso-rendimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albeeassociati.it\/en\/malattie-frequenti-no-al-licenziamento-per-scarso-rendimento\/","title":{"rendered":"Malattie frequenti? No al licenziamento per scarso rendimento"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: left;\">Le <strong>assenze per malattia<\/strong>, soprattutto se a ridosso di festivit\u00e0 e ferie, comportano problemi organizzativi e all\u2019attivit\u00e0 aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sa bene <strong>una societ\u00e0 di trasporto pubblico<\/strong> che ha licenziato per giustificato motivo oggettivo un dipendente che, in poco pi\u00f9 di due anni, si era assentato per brevi ma ripetuti periodi di <strong>malattia<\/strong> in modo significativamente superiore rispetto ai colleghi, spesso a ridosso dei giorni di <strong>riposo<\/strong> o delle <strong>festivit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dipendente, a giudizio della societ\u00e0, rendeva poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il licenziamento \u00e8 stato impugnato e la questione \u00e8 giunta fino alla Corte di Cassazione che con la sentenza n. 31763 del 07.12.2018 ha affrontato il tema del rapporto tra <strong>\u201cscarso rendimento\u201d<\/strong> e <strong>\u201cassenze per malattia<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-9733\" src=\"https:\/\/www.albeeassociati.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/2015.09.15-news-lavoro-reiterata-malattia.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Cosa si intende per scarso rendimento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo <strong>scarso rendimento<\/strong> si realizza quando vi \u00e8 uno scostamento significativo tra il risultato conseguito dal lavoratore e la media dei risultati ottenuti dagli altri dipendenti con medesime qualifiche e mansioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo <strong>scarso rendimento<\/strong> \u00e8, quindi, caratterizzato da un inadempimento del lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p>La<strong> malattia<\/strong> rappresenta invece un\u2019ipotesi di sospensione del rapporto non imputabile al lavoratore, che di per s\u00e9 non costituisce inadempimento. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio sulla base di questa distinzione, la Corte di Cassazione, seguendo l\u2019orientamento espresso di recente dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 12568 del 22.05.2018, ha stabilito che il <strong>licenziamento<\/strong> del lavoratore assente per malattia non configura un\u2019ipotesi di <strong>licenziamento oggettivo<\/strong> o disciplinare ma un\u2019autonoma fattispecie che trova applicazione solo in caso di superamento del periodo di conservazione del posto di lavoro (<strong>c.d.<\/strong> <em><strong>periodo di comporto<\/strong><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, anche in caso di ripetute<strong> assenze per malattia<\/strong> che incidono negativamente sull\u2019organizzazione del lavoro, <strong>non \u00e8 possibile licenziare il dipendente <\/strong>salvo il superamento del periodo di comporto: la violazione di questo principio comporta la nullit\u00e0 del recesso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le assenze per malattia, soprattutto se a ridosso di festivit\u00e0 e ferie, comportano problemi organizzativi e all\u2019attivit\u00e0 aziendale. 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