IA: una nuova sfida per il Terzo Settore
Può l’uso dell’intelligenza artificiale accrescere l’iniziativa progettuale degli enti del Terzo Settore e, quindi, creare più occasioni di impatto sociale all’interno di una comunità?
Tale domanda sembra meritare una risposta affermativa se si tiene conto – da un lato – dell’approccio utilizzato dal legislatore europeo (con il Regolamento UE 2024/1689; cd. “AI Act”), che mira a sostenere un uso etico di tale tecnologia al fine di preservare standard elevati di sicurezza, salute e di altri diritti fondamentali della persona, e – dall’altro – dei cospicui fondi stanziati per lo sviluppo dell’IA nel Terzo Settore, partendo dalle somme destinate dal Ministero del Lavoro attraverso il Fondo a sostegno dei progetti e delle attività di interesse generale degli enti del Terzo Settore.
In definitiva, l’IA non rappresenta uno strumento “riservato” alle aziende e agli studi professionali.
Ma quali sono i vantaggi e i rischi per l’ente non lucrativo che si misura con tale tecnologia?
Sempre più enti del Terzo Settore, operando con risorse e budget limitati, decidono infatti di “farsi aiutare” dall’IA.
L’IA rappresenta certamente un valido supporto sin dalla fase preliminare della progettazione, attraverso la ricerca dei dati indispensabili per individuare i bisogni della comunità, velocizzando e semplificando il processo di analisi di una massa critica di informazioni e individuando fattori di rischio, tendenze e bisogni emergenti.
Inoltre, l’IA può essere utilizzata per la predisposizione della proposta progettuale, attraverso l’uso di formule, metodologie, schemi in grado di facilitare la comprensione del progetto proposto e, quindi, attrarre più agevolmente i finanziatori.
L’IA, peraltro, può supportare i progettisti nella costruzione e definizione dei budget e, quindi, nella pianificazione finanziaria del progetto; attività, che da sempre, rappresenta la sfida più complessa per l’ente non lucrativo, tenuto conto dei vincoli finanziari imposti dai bandi.
Con l’aiuto dell’IA, infatti, il progettista sociale può meglio districarsi tra la fitta rete di vincoli imposti dalle linee guida europee e nazionali in materia di finanziamenti.
Ovviamente, l’IA non può sostituire la sensibilità del progettista sociale nella identificazione delle reali risorse necessarie alla buona riuscita del progetto, tenuto conto del contesto economico e sociale della comunità di riferimento.
Infine, l’IA può essere utilizzata nelle fasi di monitoraggio e valutazione dell’impatto dei progetti sociali, raccogliendo dati sull’avanzamento delle attività e producendo output per una adeguata valutazione dei progressi del progetto promosso.
Illustrati i vantaggi che possono trarre gli enti non lucrativi dall’utilizzo dell’IA nella progettazione, occorre – tuttavia – evidenziare i rischi che gli enti sono chiamati a gestire dal ricorso a tale tecnologia.
È risaputo che l’IA lavora su grandi quantità di dati e informazioni; ciò apre certamente un interrogativo sulla protezione della privacy.
L’ente non lucrativo – che ricorre all’IA – deve necessariamente adottare delle adeguate procedure per preservare il diritto alla privacy e alla trasparenza dei dati raccolti, al fine di evitare abusi e compromettere i rapporti con la comunità.
Un altro rischio da scongiurare è certamente quello di diventare dipendenti dall’IA ovvero di utilizzarla senza capire come funziona, cosa produce e quali decisioni può portare ad adottare in un progetto sociale impattante su tutta o parte della comunità.
Per superare tale area di rischio, l’ente deve necessariamente adottare una policy per “imporre” un uso etico dell’IA, quale strumento per supportare e migliorare le strategie, le buone pratiche e le relazioni tra ente, da una parte, e sostenitori e comunità, dall’altra.
Non a caso, sia la normativa europea (il richiamato Regolamento UE 2024/1689) che la normativa nazionale (con il D.Lgs. 7 ottobre 2026 n. 179) impongono misure rigorose in merito alla trasparenza, alla responsabilità e all’utilizzo etico dei sistemi di IA.
In definitiva, l’IA rappresenta sicuramente un valido strumento per l’ente non lucrativo per la progettazione e la gestione dei progetti sociali, tuttavia l’uso dell’IA richiede una particolare attenzione etica e legale da parte dell’ente in modo da utilizzarla consapevolmente e garantendo il rispetto delle normative vigenti.

