Da molti anni stiamo assistendo – nei paesi occidentali – a un graduale aumento della longevità della popolazione, dovuto essenzialmente ai progressi della medicina e all’adozione di stili di vita più virtuosi.

Secondo le stime ufficiali, nel 2050 gli over 65 costituiranno il 16% della popolazione globale (vs. 9% nel 2019, ONU); per quanto concerne – in particolare – il nostro Paese, secondo i dati ISTAT, la quota di over 65 nel 2040 balzerà a 19,2 milioni di cittadini, mentre nel 2050 gli over 60 rappresenteranno oltre un terzo della popolazione.

A tale trend della longevità e alle nuove dinamiche demografiche e sociali appena delineate corrisponde il consolidarsi di un particolare settore dell’economia: la c.d. “Longevity Economy”.

Essa rappresenta quella parte dell’economia che deve e dovrà rispondere ai bisogni, alle abitudini e ai consumi della popolazione più matura, in relazione – soprattutto – alle esigenze sanitarie, assistenziali, residenziali e ricreative.

La trasformazione demografica e l’agiata situazione patrimoniale degli over 65 mostrano – infatti – un mercato in costante espansione, che sta portando a uno dei cambiamenti sociali ed economici più rilevanti del XXI secolo.

Secondo fonti di Oxford Economics, nel 2025 il settore della Longevity Economy è arrivato a valere – nella sola Europa – circa 5.700 miliardi di euro.

I settori abbracciati dalla Longevity Economy riguardano e riguarderanno la mobilità e il tempo libero, il real estate, le infrastrutture, l’alimentazione, l’assistenza sanitaria e domiciliare, lo sport e benessere, la salute digitale e l’intelligenza artificiale; tutte soluzioni pensate per bisogni in continua evoluzione.

Non c’è da meravigliarsi, quindi, se gli investitori guardano con sempre maggior interesse alle aziende che operano nel settore della longevità.

Tra i principali investitori privati in start-up della longevità compaiono, infatti: Sergey Brin e Larry Page (Google), Peter Thiel (PayPal), Jeff Bezos (Amazon), Elon Musk (Tesla) e Sam Altman (OpenAI), che nel 2022 ha investito circa 180 milioni di dollari.

Ma perché parlare di start-up in questo contesto?

I collegamenti tra Longevity Economy e start-up in realtà sono molto forti; basti pensare al settore delle life science – sicuramente strategico per la longevity – oppure alla domotica e ai device, in cui si deve tener conto fin dalla nascita delle tecnologie: «le start-up nella loro visione e costruzione nascono già in quest’ottica» (Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp).

Infatti, accanto ai servizi e all’assistenza sanitaria tradizionale, cresce l’ecosistema AgeTech, che include tecnologie e servizi progettati per migliorare autonomia, sicurezza, socialità e gestione della vita quotidiana nelle età avanzate.

Dal lato dei capitali, le mappe di mercato indicano un aumento del numero di start-up e dei round di finanziamento, con raccolte che nel 2025 tornano a crescere rispetto al 2024 (The Gerontechnologist, 2025).

La Longevity Economy è, quindi, diventata una opportunità di investimento attraverso:

  • equity e fondi settoriali (healthcare, medtech, digital health);
  • private markets (venture capital in AgeTech, private equity in servizi di cura);
  • real assets (senior housing, infrastrutture socio-sanitarie);
  • strategie ESG a forte componente “S” (salute, inclusione, accessibilità).

Ciò anche in una logica di “impact investing”.

Per impact investing si fa riferimento a investimenti in imprese, organizzazioni e fondi realizzati con l’intento di generare un impatto sociale misurabile e, allo stesso tempo, produrre un ritorno economico per gli investitori.

L’impact investing convoglia – attraverso i mercati finanziari – i capitali verso i problemi reali; pertanto, questi investimenti possono essere considerati un valore aggiunto ai tradizionali programmi pubblici o filantropici.

Gli investitori a impatto ricoprono un ruolo cruciale supportando – attraverso capitali e competenze – lo sviluppo delle start-up innovative, in grado di proporre idee, prodotti e servizi.

In conclusione, il settore della Longevity Economy attraversa un momento cruciale; la crescente attenzione degli investitori segnala la volontà di costruire un ecosistema solido, capace di rispondere a una sfida sociale ed economica senza precedenti: trasformare l’invecchiamento in un’opportunità di crescita e innovazione.

Le start-up già attive o che si affacceranno presto sul mercato dovranno quindi attrezzarsi per cogliere queste opportunità e vincere la sfida.