Con il decreto interministeriale del 27 febbraio 2026, attuativo del D.L. n. 160 del 2024, convertito con L. n. 199 del 2024, nell’ambito del PNRR, viene introdotto un nuovo strumento destinato a incidere in modo significativo sul rapporto tra contribuenti e sistema previdenziale: gli Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC).

Si tratta, in sostanza, di un meccanismo sostanzialmente speculare a quello degli ISA fiscali, ma specificamente orientato alla valutazione della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS. Gli ISAC sono già operativi dal 1° gennaio 2026 e, in questa prima fase, trovano applicazione in alcuni settori considerati a più elevato rischio di evasione contributiva, tra cui il commercio all’ingrosso alimentare e le strutture alberghiere ed extra-alberghiere.

Il nuovo sistema segna un passaggio importante: da un modello di controllo tradizionale, prevalentemente ispettivo e successivo, a un approccio data-driven, preventivo e selettivo. In concreto, gli ISAC elaborano indicatori sintetici che misurano il livello di affidabilità contributiva di imprese e lavoratori autonomi, attraverso l’incrocio delle principali banche dati pubbliche (INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro).

L’analisi si basa sul confronto tra diversi elementi, tra cui i dati dichiarati, la forza lavoro “attesa” in base al settore e i contributi effettivamente versati. In presenza di possibili anomalie, il contribuente non viene immediatamente sottoposto a controllo, ma riceve una segnalazione di compliance che consente di verificare la propria posizione ed eventualmente regolarizzarla spontaneamente.

Le finalità del sistema sono molteplici. Da un lato, si punta a rafforzare il contrasto all’evasione contributiva, intercettando fenomeni come il lavoro nero o sottodichiarato. Dall’altro, si introduce una logica di prevenzione, che mira a far emergere le criticità prima dell’avvio di verifiche ispettive. Centrale è anche l’obiettivo di favorire l’adempimento spontaneo, incentivando comportamenti corretti da parte di imprese e professionisti, nonché quello di ridurre il lavoro sommerso, in linea con gli impegni assunti nel PNRR.

Il decreto si inserisce in un più ampio processo di modernizzazione dell’amministrazione fiscale e previdenziale. Tra i principi cardine vi sono l’utilizzo di modelli statistico-predittivi, l’integrazione e interoperabilità delle banche dati pubbliche e una maggiore selettività nei controlli, che dovrebbero concentrarsi sui soggetti con profili di rischio più elevati, riducendo al contempo la pressione su chi risulta in regola.

È prevista, inoltre, una fase iniziale di applicazione limitata a specifici comparti, con la prospettiva di un’estensione progressiva ad altri settori economici.

Alla luce di queste novità, diventa ancora più importante per imprese e lavoratori autonomi monitorare con attenzione la coerenza tra i dati dichiarati e i contributi versati, verificare la coerenza dei comportamenti aziendali lungo l’intera filiera di produzione e lavoro, così da prevenire eventuali segnalazioni e gestire tempestivamente possibili criticità.

Alla luce dell’introduzione degli ISAC, è consigliabile adottare fin da subito alcune buone prassi operative:

1. Verificare la coerenza dei dati
Allineare i dati fiscali e contributivi (dichiarazioni, CU, UNIEMENS, ecc.)
• Controllare che il costo del lavoro sia coerente con i ricavi e il settore

2. Monitorare la forza lavoro
• Valutare la congruità quantitativa tra personale impiegato e volumi di attività
• Prestare attenzione a eventuali scostamenti rispetto ai parametri “attesi”

3. Controllare la regolarità dei versamenti
• Verificare la puntualità e completezza dei contributi INPS
• Gestire tempestivamente eventuali omissioni o ritardi valutando la tempestiva trasmissione di domande di rateizzazione che evitano il blocco del DURC

4. Gestire le segnalazioni di compliance
Non ignorare eventuali comunicazioni ricevute
• Effettuare rapidamente le verifiche necessarie e tentare di attivare un contraddittorio precoce con l’Ente
• Valutare la regolarizzazione spontanea prima di controlli ispettivi

5. Rafforzare i controlli interni
• Introdurre procedure periodiche di verifica, sino a valle della catena di produzione
• Condividere con i consulenti eventuali situazioni a rischio ed approntare tempestivi rimedi